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Cassazione Penale, Ordinanza n. 29245/2025 del 07/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per il delitto di bancarotta per distrazione. Con il primo motivo ha dedotto contraddittorietà della motivazione in ordine alla ritenuta sussistenza del dolo specifico. Con il secondo motivo ha dedotto contraddittorietà della motivazione per l'omessa applicazione delle circostanze attenuanti generiche. Con il terzo motivo ha dedotto violazione di legge per il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato e gli altri due non fondati, osservando che in appello non risultava una specifica richiesta di attenuanti generiche e di sospensione condizionale, sicché la Corte territoriale non aveva l'onere di motivarne il mancato riconoscimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sul dolo specifico, perché la sentenza impugnata conteneva un'adeguata motivazione sulla configurabilità dell'elemento soggettivo; ha inoltre escluso vizi di motivazione e violazione di legge quanto ad attenuanti generiche e sospensione condizionale, poiché tali benefici non erano stati specificamente richiesti in appello e quindi il giudice di secondo grado non era tenuto a pronunciarsi espressamente sulla loro mancata concessione.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    La Corte richiama il limite del sindacato di legittimità sulla motivazione, ridotto alla verifica dell'esistenza di un apparato argomentativo logico, senza rivalutazione delle acquisizioni processuali.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato implicitamente nel riferimento al controllo sulla motivazione, limitato alla tenuta logica del discorso giustificativo.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità la censura di motivazione è proponibile solo nei limiti del controllo sulla presenza di un apparato argomentativo logicamente coerente, senza possibilità di nuova verifica della corrispondenza della motivazione alle risultanze processuali.
  • Le censure relative al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena non impongono una motivazione specifica del giudice di appello se tali benefici non sono stati espressamente richiesti nei motivi di gravame.
  • La mancata deduzione specifica in appello di un punto della decisione esonera il giudice di secondo grado dall'onere di pronunciarsi su quel punto in senso espresso, con conseguente infondatezza della doglianza proposta per la prima volta in cassazione.
  • Quando la sentenza impugnata fornisce una motivazione adeguata sulla sussistenza del dolo specifico, la relativa doglianza in cassazione è manifestamente infondata se tende in realtà a sollecitare una rivalutazione del merito.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimoniale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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