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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38988/2023 del 25/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per furto aggravato (artt. 624 e 625, comma 1, n. 7, c.p.) contestando la sussistenza dell'aggravante "per essere commesso su cose esposte alla pubblica fede". Lamentava contraddittorietà e illogicità della motivazione, richiamando precedenti secondo cui l'aggravante opera quando il proprietario abbia lasciato il veicolo in condizioni tali (es. portiere aperte o chiave inserita) solo se ciò non dipenda da mera trascuratezza ma da necessità contingente; nel caso concreto le chiavi erano state dimenticate dalla persona offesa sul ciclomotore, sicché per il ricorrente l'aggravante non doveva essere ritenuta applicabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo, ribadendo il principio consolidato secondo cui la presenza delle chiavi sul veicolo non esclude, di per sé, la configurabilità dell'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede, non essendo richiesto che il proprietario abbia predisposto mezzi di difesa. La Corte ha inoltre rilevato che la persona offesa aveva sporto querela (rilevante alla luce delle modifiche normative intervenute successivamente) e ha confermato la condanna alle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 (art. 23, comma 8)

    Norma di riferimento per la requisitoria scritta del Procuratore generale dinanzi alla Corte di cassazione; utilizzata per le conclusioni scritte nel procedimento

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 2, comma 1, lett. i)

    Richiamato per segnalare il mutato regime di procedibilità del reato di furto e la conseguente rilevanza della querela della persona offesa; la Corte osserva che tale cambiamento è intervenuto successivamente alla pronuncia impugnata ma che nel caso concreto la querela è stata comunque presentata

  • codice penale, art. 624 (comma 3)

    a mente del quale il delitto di furto «è punibile a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio se la persona offesa è incapace, per età o per infermità, ovvero se ricorre taluna delle circostanze di cui all'articolo 625, numeri 7, salvo che il fatto sia commesso su cose esposte alla pubblica fede, e 7 bis)»

    La norma regola la procedibilità del furto; la Corte ne trae la conseguenza che la querela è stata presentata e quindi il procedimento è valido nonostante le modifiche normative successive

  • codice penale, art. 625 (n. 7)

    Individua le circostanze aggravanti richiamate (tra cui l'essere commesso su cose esposte alla pubblica fede); la Corte interpreta che tale aggravante può sussistere anche se le chiavi sono state lasciate sul mezzo

  • codice di procedura penale, art. 616

    Disposizione applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • L'aggravante "per essere commesso su cose esposte alla pubblica fede" può essere riconosciuta anche quando il proprietario abbia lasciato chiavi o accessori sul mezzo: la mera dimenticanza non esclude automaticamente l'aggravante
  • Nelle impugnazioni in Cassazione è essenziale distinguere i vizi di motivazione (ricostruzione fattuale) dalla violazione di norme penali: la Corte di Cassazione sindaca la corretta applicazione del diritto e non sostituisce il giudizio di fatto dei giudici di merito se non per profili di illogicità o mancata motivazione rilevanti
  • Dopo modifiche legislative che incidono sulla procedibilità (es. reati e querela), va verificato se la querela della persona offesa sia stata presentata; in presenza di querela rituale la pubblica azione è comunque procedibile
  • Il giudizio sulla sussistenza dell'aggravante richiede valutazione concreta delle circostanze: pur se la giurisprudenza può richiedere un esame delle ragioni per cui il proprietario ha lasciato il veicolo, l'accertamento spetta ai giudici di merito e la Corte di Cassazione confermerà la decisione salvo errori di diritto o palese illogicità
  • In casi simili, chi impugna dovrebbe mirare a far emergere specifici profili di diritto (violazione di norme, contraddittorietà manifesta della motivazione) più che la mera richiesta di rivalutazione dei fatti

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