Sentenza n. 3638/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania n. 4931/2023, che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il proprietario aveva impugnato in primo grado l’ordinanza comunale n. 7 del 7 novembre 2018, con cui era stata ingiunta la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi relativamente a opere ritenute abusive, consistenti nella diversa distribuzione degli spazi interni, nella fusione di unità immobiliari, nella chiusura di serrande di accesso ai box, nella realizzazione di una finestra e nella creazione di pertinenze destinate a servizio igienico e tettoia. In primo grado erano stati dedotti la violazione degli artt. 38 e 44 della l. 47/1985, in ragione della pendenza di una domanda di condono presentata ai sensi dell’art. 32 del d.l. 269/2003, il difetto di motivazione e la violazione dell’art. 7 l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento. In appello sono stati riproposti i motivi relativi all’illegittimità dell’ordinanza sanzionatoria adottata prima della definizione della domanda di condono, al difetto di motivazione quanto al bilanciamento tra interesse pubblico e interesse privato e quanto alla mancata applicazione della sanzione pecuniaria, nonché all’omessa comunicazione di avvio del procedimento. Prima della decisione, tuttavia, l’appellante ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto che l’appello fosse dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha esaminato i motivi di appello né la legittimità dell’ordinanza di demolizione. Preso atto della dichiarazione dell’appellante del 13 marzo 2026, ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Non sono state esaminate, quindi, le questioni concernenti la pendenza della domanda di condono, l’obbligo di motivazione dell’ordinanza demolitoria e la necessità della comunicazione di avvio del procedimento. Nulla è stato disposto sulle spese del grado di appello, poiché il Comune non si è costituito in giudizio.
Norme richiamate
Indicato quale base normativa della domanda di sanatoria edilizia pendente, la cui incidenza sull’ordinanza demolitoria non è stata esaminata per la sopravvenuta carenza di interesse.
Invocati dall’appellante per sostenere la sospensione dei procedimenti sanzionatori edilizi durante la pendenza della domanda di condono; la questione è rimasta assorbita dalla declaratoria di improcedibilità.
Invocato dall’appellante in relazione al difetto di motivazione dell’ordinanza di demolizione; il motivo non è stato deciso.
Invocato per sostenere la necessità della comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio edilizio; il Collegio non ha esaminato la censura.
art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990
Richiamato dall’appellante con riferimento all’onere dell’amministrazione di dimostrare che la partecipazione procedimentale non avrebbe potuto modificare il contenuto dell’atto; la questione non è stata esaminata.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio di appello, il ricorrente dichiara e rappresenta in modo univoco la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il Consiglio di Stato deve dichiarare l’appello improcedibile senza esaminare i motivi di impugnazione.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse definisce il giudizio senza una pronuncia sulla legittimità dell’atto amministrativo impugnato e senza formazione di un giudicato sui motivi dedotti.
- In assenza di costituzione dell’amministrazione appellata, non devono essere liquidate spese di lite a suo favore nel grado di appello.
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