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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46322/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso contestava la motivazione dell'ordinanza impugnata in relazione alla sussistenza dei gravi indizi per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e per reati connessi (tra cui trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro di provenienza illecita e autoriciclaggio). Il difensore deduceva che la decisione si fondava su mere deduzioni logiche, su una errata interpretazione dei rapporti lavorativi e familiari tra Scalzone e Apicella (genitore/ suocero), senza indicare il ruolo effettivo di Scalzone; contestava l'attribuzione a Apicella di risorse finanziarie per l'avvio della societa White Stone, la mancata individuazione della provenienza dei capitali e delle modalita di reimpiego, e sottolineava l'assenza di prove e di collaboratori di giustizia che collegassero Scalzone al clan

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha richiamato il limite del sindacato in sede di legittimità sui provvedimenti "de libertate": la Corte verifica solo la correttezza giuridica e l'assenza di manifesta illogicità della motivazione, non la riedizione dei fatti o la rivalutazione del peso delle prove. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi, segnalando l'impossidenza economica di Scalzone e la necessità di costi di avviamento e gestione, l'ingerenza di Apicella nella societa (desumibile dalle intercettazioni), e la consapevolezza di Scalzone circa l'impiego di denaro di provenienza illecita. Ha inoltre dichiarato irrilevanti, in questa sede, le diverse pronunce del medesimo Tribunale su terzi. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla nozione di gravi indizi di colpevolezza: la Corte osserva che l'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile in Cassazione solo se si traducibile in violazione di norme o in manifesta illogicità della motivazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali dopo il rigetto del ricorso

  • artt. 81, 110, 512 bis, 648 ter, 648 ter 1, 416 bis 1 cod. pen.

    Sono le fattispecie penali contestate a titolo di capo 30: concorso esterno in associazione mafiosa e reati contro il patrimonio e il riciclaggio. La Corte non entra nel merito della riconducibilità delle condotte a tali norme, ma verifica la congruità della motivazione che ritiene sussistenti gravi indizi

Massime di principio

  • In sede di ricorso per Cassazione su provvedimenti 'de libertate' il controllo è limitato: la Corte verifica solo la correttezza giuridica e l'assenza di manifesta illogicità o carenza di motivazione, non può rinnovare il giudizio di merito sui fatti o sul peso delle prove
  • Per sostenere la sussistenza di gravi indizi in materia di concorso esterno in associazione mafiosa, il giudice di merito può valorizzare elementi quali l'impossidenza economica dell'indagato, l'intervento di soggetti riconducibili all'organizzazione nelle attività imprenditoriali e conversazioni intercettate che denotino consapevolezza di impiego di risorse illecite
  • La mera contestazione della valutazione probatoria (es. sostenere che il giudice si sia limitato a deduzioni logiche o alla valutazione di rapporti familiari) non è sufficiente in Cassazione: occorre dimostrare la presenza di una manifesta illogicità, contraddittorieta o violazione di norme nella motivazione
  • L'assenza di una puntuale ricostruzione della provenienza e del circuito dei capitali può indebolire l'accusa di autoriciclaggio, ma in sede cautelare il giudice può fondarsi su indizi anche non esaustivi purché congruamente collegati fra loro per formare un quadro indiziario grave
  • Decisioni divergenti su posizioni di terzi nell'ambito dello stesso procedimento non sono automaticamente decisive in sede di legittimità per rimettere in discussione un provvedimento cautelare; la loro rilevanza può essere valutata dal giudice del merito

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