Cassazione Penale, Sentenza n. 46239/2022 del 07/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava: 1) la nullità e la genericità dell'imputazione per violazione dell'art. 429 c.p.p. (mancata specificazione delle fatture e degli importi contestati per gli anni 2012 e 2013): il P.M. aveva integrato parzialmente i capi di imputazione durante il dibattimento abbreviato indicando fatture di un solo fornitore, mentre le imputazioni riguardavano molteplici società e importi, con incongruenze numeriche; 2) l'erronea applicazione dell'art. 2 d.lgs. n. 74/2000 e la mancanza di motivazione sulla sussistenza del dolo specifico di evasione e della condotta di autore mediato: si sosteneva che l'imputato non era il soggetto che materialmente presentava le dichiarazioni fiscali e che l'azione perseguiva la realizzazione di un ingiusto profitto indipendente dall'intento di evadere le imposte, pertanto mancava la prova del dolo specifico richiesto dalla norma.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato: la nullità ex art. 429 c.p.p. riguarda il decreto che dispone il giudizio e non la richiesta di rinvio a giudizio, e la scelta del giudizio abbreviato comporta l'accettazione dell'imputazione e la sanatoria delle nullità (art. 438 comma 6-bis c.p.p.), salvo quelle assolute. Il secondo motivo è stato accolto: la Corte territoriale non ha dato risposta al motivo di appello relativo all'elemento soggettivo del reato previsto dall'art. 2 d.lgs. n. 74/2000 in ipotesi di autore mediato, e quindi la motivazione è viziata. Perciò la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui al capo A) per l'anno 2013 e ha rinviato per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Bologna. Invece, in relazione al capo B) per l'anno 2013 non essendo stati dedotti motivi specifici, la sentenza è stata dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624 c.p.p.
Norme richiamate
art. 48 cod. pen.
Norma citata nella parte descrittiva delle imputazioni; dal testo non emerge una specifica interpretazione giurisprudenziale di questa norma
art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000
La Corte rileva che il reato richiede il dolo specifico "al fine di evadere le imposte"; nel caso di autore mediato il dolo deve sussistere in capo all'autore mediato stesso e non solo rispetto all'autore immediato. L'omessa risposta della Corte territoriale sulla sussistenza del dolo per l'imputato ha determinato l'annullamento parziale
artt. 81, 640 e 61 n. 7 cod. pen.
Norme penali richiamate nelle contestazioni (truffa e circostanze); il giudizio di legittimità non offre una interpretazione sostanziale diversa da quella processuale relativa alla motivazione
art. 416 cod. pen.
Norma citata per un capo di imputazione dal quale l'imputato era stato assolto in primo grado; nessuna interpretazione giurisprudenziale specifica nel testo
art. 429 c.p.p.
La nullità prevista dall'art. 429 c.p.p. concerne il decreto che dispone il giudizio, non la richiesta di rinvio a giudizio; pertanto, nel giudizio abbreviato la censura ex art. 429 comma 2 è manifestamente infondata
art. 438 comma 6-bis c.p.p.
La richiesta di giudizio abbreviato determina la sanatoria delle nullità, ad eccezione di quelle assolute: principio utilizzato per escludere la nullità dell'imputazione in sede di giudizio abbreviato
art. 624 c.p.p.
Richiamato per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine alla condanna relativa al capo B) per l'anno 2013, atteso che non sono stati dedotti motivi specifici su quel capo in cassazione
Giurisprudenza citata: Sez. 4, n. 18776 del 30/09/2016 (Boccuni)
Costante orientamento secondo cui chi opta per il rito abbreviato non può eccepire la genericità o indeterminatezza dell'imputazione, avendo accettato l'atto di accusa nella forma in cui è stato proposto
Massime di principio
- La scelta del rito abbreviato implica, di regola, l'accettazione dell'imputazione e la possibilità di eccepire la genericità dell'accusa è fortemente limitata: molte nullità procedurali vengono sanate salvo quelle assolute.
- La nullità prevista dall'art. 429 c.p.p. si riferisce al decreto che dispone il giudizio e non alla richiesta di rinvio a giudizio; dunque la contestazione di genericità dell'imputazione in mancanza di quel decreto è destinata a fallire se è stato scelto il rito abbreviato.
- Per i reati fiscali di cui all'art. 2 d.lgs. n. 74/2000, quando si assume la figura dell'autore mediato, è essenziale provare il dolo specifico dell'imputato mediatore; la mancata trattazione o motivazione su questo punto è vizio che può determinare l'annullamento della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio.
- In sede di impugnazione in Cassazione è cruciale dedurre motivi specifici per ciascun capo di imputazione: l'omissione di censure specifiche rende la pronuncia sul relativo capo irrevocabile ai sensi delle norme processuali (art. 624 c.p.p.).
- Se si contesta la genericità dell'imputazione, è preferibile farlo tempestivamente e non limitarsi a richieste generiche: indicare con precisione le fatture, gli importi, i periodi e i singoli episodi contestati aumenta la possibilità che il vizio venga preso in considerazione.
- La Corte di legittimità interviene quando la motivazione della sentenza non risponde specificamente ai motivi di impugnazione che investono elementi essenziali del reato, specialmente l'elemento soggettivo; in tal caso l'annullamento con rinvio è lo strumento correttivo tipico.
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