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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10687/2022 del 24/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che confermava in sostanza la condanna per reati fallimentari (bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e altri reati connessi), lamentando: erronea applicazione dell'art. 216, comma 1, n.1 legge fall.; mancata verifica della diminuzione patrimoniale e del dolo; impropria qualificazione dolosa invece che come bancarotta semplice o fatti scusabili; insufficiente valutazione dell'incongruità del canone di affitto di azienda e della finalità di risanamento; carenza di motivazione sull'elemento soggettivo di Matteo; addebito relativo alla tenuta delle scritture contestato perché la contabilità era affidata a terzi; mancata applicazione della circostanza attenuante di cui all'art. 219 ultimo comma legge fall.; diniego delle attenuanti generiche; omissione di motivazione circa la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesto infondato o perché le censure non erano deducibili in sede di legittimità. In particolare: ha confermato la ricostruzione dei giudici di merito sulla bancarotta per distrazione, qualificandola come reato di pericolo concreto e ritenendo irrilevante il successivo recupero dei beni; ha ritenuto sussistente il concorso di Matteo come extraneus consapevole dell'apporto alla condotta distrattiva; ha ritenuto imputabile all'amministratore la responsabilità per l'omessa tenuta delle scritture anche se affidate a professionisti; ha dichiarato inammissibili le censure relative all'art. 219 e all'art. 131-bis perché non devolute in appello; ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche come esercizio della discrezionalità del giudice di merito. Sono state confermate le statuizioni di condanna e imposti oneri per spese e pagamento di una somma a titolo di giudizio di cassazione.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione la fattispecie è vista come reato di pericolo concreto: non è necessario un danno già consumato, basta la condotta idonea a creare un vulnus alle garanzie dei creditori.
  • Il recupero successivo del bene o il realizzo da parte della curatela non escludono la responsabilità: la sottrazione si perfeziona al momento del distacco dal patrimonio e il reintegro posteriore è irrilevante ai fini penali.
  • Il trasferimento di azienda a soggetti collegati e il mancato pagamento delle somme pattuite, nonché il favorire un creditore rispetto ad altri, sono indizi rilevanti di fraudolenza e depauperamento della massa creditoria.
  • Un soggetto esterno (socio di minoranza, accomandante, ecc.) può essere ritenuto concorrente nel reato dell'amministratore se la sua condotta è consapevolmente diretta a supportare la sottrazione patrimoniale.
  • L'amministratore mantiene l'obbligo diretto di tenuta e conservazione delle scritture contabili anche quando l'attività è affidata a professionisti: la responsabilità non viene esclusa per l'uso di consulenti esterni.
  • Questioni di merito non sollevate o non devolute alla Corte d'appello (es. riconoscimento di specifiche attenuanti o l'applicazione di art. 131-bis) non possono essere discusse per la prima volta in Cassazione.
  • La valutazione delle attenuanti generiche e della determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e la Cassazione interviene solo in caso di manifesta illogicità o arbitrarietà.

Testo integrale

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