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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18719/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo disposto nei confronti di Stefano SAMBROTTA, contestando che: a) i beni (l'autovettura Fiat 500 targa FP075PG e il trittico intitolato "Passo dopo Passo") fossero in realtà di sua proprietà e non riconducibili al figlio SAMBROTTA; b) la motivazione sarebbe carente e basata su valutazioni congetturali, posto che i pagamenti sarebbero stati effettuati con somme della ricorrente (pensione e conto cointestato con il marito) e che il trittico era stato rinvenuto in un box di sua proprietà; c) si sarebbe violato l'art. 240-bis c.p. e gli artt. 321 e 125 c.p.p. per difetto di motivazione e per indebite inferenze in ordine alla "signoria di fatto" dell'indagato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che le doglianze siano, in larga parte, un'impugnazione del merito (ricostruzione fattuale e rivalutazione delle prove) non consentita in sede di legittimità per le ordinanze su misure reali. La Corte ha valutato che il Tribunale del Riesame aveva fornito motivazione coerente e ancorata agli elementi investigativi (passione per l'arte del SAMBROTTA, sproporzione tra pensione della ricorrente e prezzo dell'opera, accredito di un assegno di €10.000 sul conto utilizzato per l'acquisto, bonifici e rimesse sul conto correlato all'acquisto della vettura, uso esclusivo dell'auto da parte della figlia dell'indagato) tali da sostenere la sussistenza di elementi indiziari di "signoria di fatto" e di acquisto per interposta persona. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di €3.000 in favore della cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    La norma è richiamata dalla ricorrente in relazione alla disciplinazione di reati e fattispecie collegate al riciclaggio; la Corte non ha rilevato una violazione di tale norma e ha ritenuto che le censure fossero, in realtà, valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla ricorrente come parametro di valutazione della motivazione; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione adeguata e non viziata ai sensi della norma.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Invocato per contestare la motivazione in ordine alla riconducibilità dei beni all'indagato; la Cassazione ha ritenuto che le doglianze fossero divergenze di merito e non una reale carenza motivazionale rilevante ai fini di legittimità.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Corte per precisare il limite del ricorso per Cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo: è consentito solo per violazione di legge (error in iudicando o in procedendo), non per mera rivalutazione delle prove.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per la condanna alle spese e alla somma in favore della cassa delle ammende in caso di ricorso dichiarato inammissibile, quando vi siano profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo è limitato a violazioni di legge: non è luogo per ridiscutere la valutazione delle prove o la ricostruzione fattuale operata dal giudice di merito.
  • La carenza di motivazione integra violazione di legge solo se l'apparato argomentativo è del tutto assente o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; la mera differente lettura delle stesse emergenze probatorie non è sufficiente.
  • La "signoria di fatto" su beni intestati a terzi può essere desunta da indici concreti: uso esclusivo del bene, flussi finanziari riconducibili all'indagato, sproporzione tra redditi ufficiali del titolare e prezzo del bene, e circostanze di contesto (es. comprovata passione o abitudine all'acquisto di opere).
  • Chi impugna deve indicare specifici vizi di diritto o vizi logico-giuridici della motivazione; ricostruzioni alternative non specificate e generiche sono di solito inammissibili in Cassazione.
  • La presentazione di un ricorso inammissibile può comportare condanne alle spese e sanzioni (anche somme a favore della cassa delle ammende) se sussistono profili di colpa nella scelta dell'impugnazione.

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