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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05937/2026 del 12/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma in appello della sentenza di condanna per concorso in riciclaggio relativa alla circolazione di un ramo d'azienda distratto dalla Mar Stock s.r.l. Corbari deduce violazione di legge e vizio di motivazione: contesta che le singole cessioni a lui ascritte siano idonee ad ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa (sottolinea la trasparenza di atti notarili e la propria buona fede) e contesta l'accertamento dell'elemento soggettivo (dolo), sostenendo che non emerga consapevolezza o volontà di occultare proventi del reato. Pacifici deduce (i) vizio in relazione al rigetto dell'istanza di esclusione della parte civile (curatela fallimentare) per presunta carenza della causa petendi; (ii) vizi di motivazione sulla qualificazione del dolo (generico vs eventuale) e sulla carenza di prova della consapevolezza della provenienza illecita del ramo acquistato.

La decisione

La Corte ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili rigettandoli. Ha ritenuto che le censure riproducessero le medesime critiche già svolte in appello e che la Corte territoriale avesse fornito adeguate, logiche e congrue motivazioni sia sull'elemento materiale (la sequela di cessioni ha oggettiva idoneità a rendere più difficile l'individuazione della provenienza illecita del compendio aziendale) sia sull'elemento soggettivo. In particolare la Corte ha affermato che il dolo eventuale è compatibile con il reato di riciclaggio e che, nei fatti esaminati, sussistono indizi gravi, precisi e concordanti (es. sollecitazioni dell'organizzatore Ziccheddu, tempistica anomala delle operazioni, costituzioni societarie con capitale minimale contestuali alle cessioni, ruoli e rapporti pregressi) idonei a dimostrare la consapevolezza e la volontà degli imputati di partecipare all'operazione finalizzata a occultare la provenienza illecita. Quanto alla questione processuale di Pacifici, la Corte ha ritenuto sufficiente, ai fini dell'art. 78 lett. d) c.p.p., il richiamo al capo di imputazione quando il nesso fra reato e pretesa risarcitoria sia immediatamente percepibile; pertanto l'istanza di esclusione della parte civile era infondata.

Norme richiamate

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma sul delitto di riciclaggio: la Corte ha interpretato che il reato può essere integrato anche dal dolo eventuale, quando l'agente rappresenti la concreta possibilità della provenienza del denaro da delitto e accetti il rischio.

  • art. 42 cod. pen.

    Principio generale sul dolo: utilizzato per discutere la natura dell'elemento soggettivo (dolo generico vs dolo eventuale) e confermare che la condotta può essere valutata in base alla rappresentazione e accettazione del rischio.

  • artt. 610 co. 5 e 611 co. 1-bis e ss. c.p.p.

    Norme procedurali relative alla trattazione del ricorso in camera di consiglio e alla mancata richiesta di trattazione orale: il ricorso è stato trattato in camera di consiglio in assenza di richiesta di discussione orale.

  • art. 78 lett. d) c.p.p.

    Criteri per la validità dell'atto di costituzione di parte civile: la Corte ha ritenuto che il richiamo al capo di imputazione, se il nesso reato-pretesa è immediato, sia sufficiente a individuare la causa petendi.

  • artt. 192, 530, 533, 546 e 598 c.p.p.

    Norme processuali menzionate dai ricorrenti nell'ambito delle censure sulla motivazione e sulla regolarità dell'istruttoria; la Corte ha ritenuto comunque che le risposte rese in appello fossero adeguate e conformi ai principi di legittimità, respingendo le doglianze.

Massime di principio

  • La mera formale regolarità degli atti (es. trasferimenti tramite atto pubblico) non esclude la configurabilità del reato di riciclaggio se il complesso degli elementi (sequenza anomala di passaggi, tempistica, rapporti fra le parti, capitali simbolici, ruolo dell'organizzatore) mostra una strategia volta a rendere difficoltosa l'individuazione della provenienza illecita.
  • Il dolo eventuale è compatibile con il reato di riciclaggio: può integrare l'elemento soggettivo quando l'agente si rappresenta come concreta la possibilità che il bene provenga da delitto e accetta il rischio, deducibile da circostanze obiettive e convergenti.
  • La prova del dolo e dell'idoneità della condotta può fondarsi su un quadro indiziario cumulativo: indizi gravi, precisi e concordanti (tempistiche, rapporti tra soggetti, modalita' di costituzione societaria, prezzi anomali) possono essere ritenuti sufficienti per la responsabilità penale.
  • In materia di costituzione di parte civile, non è sempre necessaria un'analisi analitica della causa petendi: il richiamo al capo di imputazione basta quando il nesso tra reato e pretesa risarcitoria è chiaro e immediato.
  • In sede di ricorso per Cassazione non è ammessa la mera riproposizione di censure già svolte in appello senza specifica indicazione di vizi di legge o di motivazione non affrontati adeguatamente dai giudici di merito.
  • Nella valutazione della buona fede del compratore, il giudice valuta non solo gli elementi formali conosciuti dall'agente al momento dell'operazione, ma anche il quadro oggettivo complessivo che può rendere ragionevole l'attribuzione di consapevolezza, soprattutto se emergono indici di concertazione con chi ha ideato l'operazione.

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