Cassazione Penale, Sentenza n. 37444/2024 del 11/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord che aveva dichiarato "non doversi procedere" per mancanza della querela dopo la riforma del d.lgs. 10/10/2022, n.150 (che ha reso la fattispecie di furto di energia procedibile a querela). La Procura ha dedotto che l'imputazione originaria, richiamando l'allacciamento abusivo alla rete ENEL e la sottrazione di energia, aveva in fatto contestato anche l'aggravante di cui all'art. 625, n.7 c.p. (beni destinati a pubblico servizio), con conseguente perseguibilità d'ufficio, e che pertanto la sentenza che aveva escluso la procedibilità era errata.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso della Procura, ritenendo che l'aggravante di cui all'art. 625, n.7 c.p. ha in generale natura valutativa e non sempre "autoevidente", ma che nel caso concreto l'imputazione originaria conteneva elementi fattuali sufficienti (menzione della rete e dell'allaccio alla rete di distribuzione dell'Enel) per far percepire chiaramente all'imputato il carattere di "bene destinato a pubblico servizio". Pertanto l'aggravante era validamente contestata in fatto e la fattispecie era perseguibile d'ufficio: la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Napoli Nord per il giudizio.
Norme richiamate
Definisce il furto; modificato dal d.lgs. 150/2022 (art.2, lett.i) che ha inciso sul regime di procedibilità per talune ipotesi.
n.2: aggravante per sottrazione di cose; n.7: aggravante quando i beni sottratti sono destinati a pubblico servizio. La Corte ha ritenuto che la circostanza di destinazione a pubblico servizio abbia natura valutativa e non sia sempre "autoevidente", richiedendo verifica giuridica ma potendo essere contestata in fatto quando l'imputazione contenga elementi descrittivi (es. allaccio alla rete di distribuzione di un gestore) idonei a farne percepire la natura pubblicistica.
Richiamato in motivazione per chiarire che talune aggravanti collegano l'effetto aggravatorio a un servizio gestito in regime pubblico o in concessione, confermando la necessità di valutazione sulla natura del servizio.
d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150 (art.2, comma 1, lett.i)
Ha modificato il regime di procedibilità di alcune fattispecie, rendendo il reato in questione procedibile a querela a decorrere dall'entrata in vigore del decreto.
d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150 (art.85)
"Per i reati perseguibili a querela ... il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato."
Disposizione transitoria che stabilisce il decorso del termine per la querela per i reati commessi anteriormente all'entrata in vigore della riforma; rilevante perché nel caso non è stata presentata querela nel termine previsto.
art. 552, comma 1, lett. c), c.p.p.
Imposta l'obbligo per il pubblico ministero di esporre il fatto contestato in modo chiaro e preciso; la Corte ha richiamato questo principio per verificare se l'imputazione fosse sufficientemente intellegibile rispetto all'aggravante.
Giurisprudenza - Sez. U., n. 24906/2019 ("Sorge")
Principio secondo cui le circostanze aggravanti possono essere contestate in fatto anche con formule equivalenti purché l'imputazione contenga elementi di fatto idonei a garantire il diritto di difesa; utilizzata come parametro interpretativo per valutare se l'aggravante fosse stata adeguatamente contestata.
Massime di principio
- L'aggravante prevista dall'art. 625, n.7 c.p. (beni destinati a pubblico servizio) ha natura valutativa: non sempre è "autoevidente" e richiede verifica giuridica sulla natura del bene e sulla nozione di "servizio pubblico".
- Tuttavia l'aggravante può essere ritenuta validamente contestata in fatto anche senza richiamo normativo esplicito, se l'imputazione contiene elementi descrittivi concreti (es. "allacciamento alla rete di distribuzione" e indicazione del gestore) che rendano manifesto il carattere di servizio pubblico e permettano all'imputato di difendersi efficacemente.
- Dopo la riforma (d.lgs. 150/2022) i reati divenuti procedibili a querela sono tali anche se commessi prima dell'entrata in vigore; il termine per la querela decorre dalla data di entrata in vigore se la persona offesa era già a conoscenza del fatto (art.85). In assenza di querela nel termine, l'azione è sospesa salvo che sussista un'aggravante validamente contestata che renda la procedibilità d'ufficio.
- Il pubblico ministero deve descrivere il fatto in modo chiaro e preciso (art. 552 c.p.p.): per evitare questioni di procedibilità è opportuno che l'atto di accusa indichi, oltre alla condotta materiale, elementi fattuali che chiariscano la natura pubblicistica del bene quando tale qualificazione modifica la procedibilità.
- Se si è in dubbio sulla sussistenza dell'aggravante, il modo più solido per conservare la perseguibilità d'ufficio è inserire nell'imputazione fatti e circostanze che collegano chiaramente il bene a un servizio pubblico (nome del gestore, riferimenti alla rete di distribuzione, modalità di allaccio), oppure procedere tempestivamente a contestazioni integrative nei termini processuali utili.
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