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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18685/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (posta)

La controversia

Un risparmiatore aveva convenuto in giudizio la società emittente chiedendo la condanna al pagamento della differenza tra quanto rimborsato e quanto ritenuto dovuto a titolo di corretto controvalore di tre buoni postali fruttiferi sottoscritti nel 1987 e nel 1988. I titoli erano stati emessi su moduli di una precedente serie, adattati con timbro alla nuova serie "Q/P"; il punto controverso riguardava il periodo finale di durata del buono, cioè dal 21° al 30° anno, per il quale il testo stampato sul modulo indicava rendimenti più favorevoli rispetto a quelli del D.M. 13 giugno 1986. La Corte d'appello aveva dato ragione al risparmiatore ritenendo che il timbro non avesse modificato i tassi per l'ultimo decennio e che dovessero quindi applicarsi le condizioni stampate sul titolo. La società emittente ha proposto ricorso per cassazione deducendo, da un lato, violazione e falsa applicazione dell'art. 173 d.P.R. n. 156/1973 e dei principi di legittimità sulla disciplina dei buoni postali, dall'altro violazione dei principi in tema di affidamento, sostenendo che i buoni recavano chiaramente la serie "Q/P" sia sul fronte sia sul retro e che il decreto ministeriale e i timbri applicati rendevano applicabili i tassi della nuova serie per l'intera durata del titolo, inclusi gli ultimi dieci anni.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso. Ha ritenuto che la disciplina dell'art. 173 d.P.R. n. 156/1973, come interpretata dalle Sezioni Unite e dalla successiva giurisprudenza, attribuisca efficacia cogente ai decreti ministeriali che modificano i tassi dei buoni postali fruttiferi, con inserzione automatica delle relative condizioni ex art. 1339 c.c. per i buoni di nuova emissione, anche quando siano stati emessi su supporti cartacei precedenti. Ha quindi escluso che il sottoscrittore dei buoni della serie "Q/P" potesse pretendere, per il ventunesimo-trentesimo anno, i tassi più favorevoli della vecchia serie P, non essendo configurabile un affidamento tutelabile sulla invariabilità del rendimento. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Firenze in diversa composizione, che dovrà attenersi ai principi richiamati e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 173 d.P.R. n. 156/1973

    "Le variazioni del saggio d'interesse dei buoni postali fruttiferi sono disposte con decreto del Ministro per il tesoro, di concerto con il Ministro per le poste e le telecomunicazioni, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale; esse hanno effetto per i buoni di nuova serie, emessi dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, e possono essere estese ad una o più delle precedenti serie"

    La norma ha natura cogente e prevede che la variazione dei tassi divenga efficace per i buoni di nuova serie dalla pubblicazione del decreto; per i buoni di nuova emissione la disciplina ministeriale si inserisce automaticamente nel rapporto e prevale sulle condizioni stampate sul supporto cartaceo.

  • art. 1339 c.c.

    Richiamato come meccanismo di eterointegrazione del rapporto, mediante sostituzione automatica delle clausole difformi con la disciplina legale o regolamentare cogente.

  • art. 1362 c.c.

    Invocato per escludere che l'interpretazione del titolo possa condurre a una combinazione di clausole appartenenti a serie diverse, quando il documento e la disciplina della nuova serie indicano chiaramente quale regime si applica.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Norma processuale richiamata come parametro dei motivi di ricorso per violazione o falsa applicazione di legge.

  • art. 173 Codice postale

    Richiamato quale disposizione che consente la variazione dei tassi e disciplina la tabella a tergo dei buoni, da integrare con quella disponibile presso gli uffici postali quando i tassi siano stati modificati dopo l'emissione.

Massime di principio

  • La disciplina ministeriale sui buoni postali fruttiferi, quando adottata e pubblicata secondo la legge, ha efficacia cogente e sostituisce ex art. 1339 c.c. le clausole difformi eventualmente riportate sul titolo.
  • Per i buoni di nuova emissione, la variazione dei tassi introdotta dal decreto si applica all'intera durata del rapporto se il titolo è riconducibile alla nuova serie; non è consentito selezionare, per segmenti diversi della durata, regimi di serie differenti in mancanza di una base normativa o negoziale univoca.
  • L'apposizione di un timbro che indichi la nuova serie e i nuovi tassi esclude un affidamento tutelabile sulla permanenza dei rendimenti stampati sul modulo della precedente serie, anche se il timbro non copre materialmente tutta la precedente stampigliatura.
  • La tutela dell'affidamento del sottoscrittore non opera quando la modifica dei tassi è resa espressamente prevedibile dalla disciplina normativa e dal contenuto del titolo, specie se la serie effettiva del buono è chiaramente indicata.
  • Nel caso dei buoni postali della serie "Q/P", la pretesa di applicare per l'ultimo decennio i tassi della serie P, combinandoli con quelli della nuova serie, è logicamente e giuridicamente priva di fondamento.

Come è indicizzato

MaterieTransazione
RamiContrattiObbligazioniProcesso civile
IstitutiBuona fede e correttezzaTutela del legittimo affidamentoNullitàGiudicato

Testo integrale

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