Cassazione Penale, Sentenza n. 42868/2024 del 22/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Napoli che aveva annullato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti degli imputati ritenuti gravemente indiziati di concorso in tentata estorsione aggravata in danno di Siano Giovanni. Il P.M. deduceva carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione del Tribunale in relazione alla ritenuta inattendibilità delle dichiarazioni delle persone offese (Siano e Corcione), sostenendo che stralci di conversazioni intercettate dimostravano la veridicità della versione estorsiva fornita dalle vittime.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto che il gravame non si confrontasse specificamente con gli argomenti decisivi dell'ordinanza impugnata (in particolare con gli elementi probatori prodotti dalla difesa — tra cui un decreto ingiuntivo per C 124.000 — che potevano giustificare le richieste mosse dagli imputati come esazioni di credito e non come "pizzo"). La Corte ha sottolineato che il ricorso si limitava a proporre una rilettura alternativa e frammentaria di atti e stralci di intercettazioni senza indicare in modo puntuale come il presunto travisamento avrebbe compromesso la coerenza della motivazione, violando i principi di autosufficienza e specificità richiesti in cassazione.
Norme richiamate
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Norma richiamata dal ricorrente per la formulazione del motivo; la Corte la utilizza come riferimento procedurale ma censura l'assenza di specificità nel motivo di impugnazione ai sensi dei principi di autosufficienza e specificità richiesti in cassazione.
Richiamato nel testo per segnalare precedenti giudizi penali che dimostrano una preesistente conoscenza tra le parti; la Corte valorizza tali elementi indiziari come parte della motivazione che giustifica l'ipotesi alternativa del credito pregresso rispetto alla estorsione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione non può limitarsi a proporre una rilettura alternativa e frammentaria delle prove: deve indicare in modo puntuale e specifico quali parti della motivazione impugnata sarebbero illogiche o contraddittorie e come il travisamento degli atti incide sulla coerenza dell'intero provvedimento.
- Estrarre stralci di intercettazioni o dichiarazioni senza confrontarli con l'insieme argomentativo del giudice di merito è insufficiente: la Corte di legittimità richiede la rappresentazione specifica degli atti processuali ritenuti travisati.
- La prova di un legittimo credito (es. decreto ingiuntivo o titolo equivalente) può rappresentare una causa alternativa alle condotte contestate e, se adeguatamente valorizzata dal giudice di merito, può incidere sulla valutazione della sussistenza della fattispecie estorsiva.
- Quando si contesta la valutazione della credibilità della persona offesa è necessario non solo richiamare elementi a supporto della sua attendibilità, ma anche confutare espressamente e punto per punto gli elementi fattuali che il giudice ha usato per giustificare una diversa ricostruzione (es. rapporti di credito, precedenti relazioni tra le parti).
- Per evitare l'inammissibilità, il motivo di cassazione deve rispettare il principio di autosufficienza: indicare le ragioni per cui il presunto vizio compromette la motivazione, individuare con precisione gli atti processuali rilevanti e rappresentare in modo specifico le prove su cui si fonda il motivo.
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