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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19744/2025 del 27/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato era stato condannato, all'esito di giudizio abbreviato, per i reati in materia di stupefacenti di cui agli artt. 73, comma 1, e 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990, con pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 18.000 euro di multa, determinata in appello previo concordato ex art. 599-bis c.p.p. In cassazione ha proposto due motivi: con il primo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla dichiarazione di penale responsabilità; con il secondo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, lamentando in particolare la mancata concessione delle attenuanti generiche con giudizio di prevalenza sull'aggravante.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che entrambi i motivi investissero censure non consentite in sede di legittimità: il primo perché contestava la declaratoria di responsabilità nonostante la definizione del giudizio di appello con concordato ex art. 599-bis c.p.p. e la correlata espressa rinuncia ai motivi sulla colpevolezza; il secondo perché mirava a rimettere in discussione il trattamento sanzionatorio già concordato, compresa la mancata applicazione delle attenuanti generiche in prevalenza. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, rilevando profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309 del 1990

    indicato come norma incriminatrice per il reato in materia di stupefacenti oggetto di condanna

  • art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309 del 1990

    richiamato come aggravante/ulteriore titolo contestato nel reato in materia di stupefacenti

  • art. 599-bis c.p.p.

    consente la definizione del giudizio di appello mediante concordato; nel caso, l'accordo ha comportato rinuncia ai motivi sulla colpevolezza e indicazione concordata della pena

  • cod. proc. pen.

    richiamato in relazione al procedimento di concordato in appello e ai limiti del ricorso successivo

  • Cassa delle ammende

    destinataria della somma fissata a titolo di sanzione conseguente all'inammissibilità

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non sono deducibili censure che si pongano in contrasto con un accordo in appello ex art. 599-bis c.p.p., quando l'imputato abbia espressamente rinunciato ai motivi relativi alla responsabilità e abbia concordato la misura della pena.
  • La rinuncia ai motivi sulla dichiarazione di colpevolezza preclude in cassazione doglianze che mirino a contestare nuovamente l'affermazione di responsabilità.
  • Quando la pena è stata definita mediante concordato in appello, non è consentito impugnare in cassazione il trattamento sanzionatorio nei profili già oggetto dell'accordo, inclusa la richiesta di attenuanti generiche o di un diverso giudizio di bilanciamento.
  • L'inammissibilità del ricorso per censure non consentite comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, ove emergano profili di colpa nella proposizione del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioRiti alternativiImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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