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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26403/2022 del 08/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza d'appello per pluralità di censure: vizio di motivazione e mancata specificità nella valutazione delle prove; inosservanza e falsa applicazione di norme penali e fallimentari (in particolare artt. 216 e 223 legge fallimentare; artt. 474 e 648 c.p.; artt. 416 e 416-bis c.p.); contestata carenza probatoria circa la consapevolezza della illiceità delle operazioni (ricettazione, vendita di merce contraffatta, distrazioni e bancarotta); contestate vizi procedurali (omessa notifica del decreto di citazione in appello per Olivo); richieste di acquisizione di prova peritale non assunta (perizia grafologica); rilievo di maturazione della prescrizione per taluni reati; omissione di rideterminazione della pena dopo assoluzioni/parziali dichiarazioni di prescrizione; mancata decisione sulla sospensione condizionale della pena per Olivo; censure sulle statuizioni civili e sulla misura delle pene accessorie alla luce della pronuncia di illegittimità costituzionale (Corte cost. n. 222/2018).

La decisione

La Corte di Cassazione ha, in massima parte, dichiarato inammissibili numerosi motivi e ricorsi (cioè rigettati per carenza di specificità o per tentativi di rivalutazione del merito non consentiti in sede di legittimità). Tuttavia la Corte ha accolto/ritenuto fondati alcuni profili di censura e ha disposto annullamenti con rinvio limitati: in particolare annulla con rinvio la sentenza di appello in relazione ad alcune posizioni e profili istruttori (tra gli altri: decisione da riesaminare quanto all'omessa decisione sulla sospensione condizionale della pena per Olivo Antonino; alcuni capi di imputazione ascritti a De Luca Sostine - lett. g) e h) e n.2 - e le statuizioni civili a suo carico; il capo b ascritto a Martino Mario Salvatore limitatamente al reato di cui all'art. 648 c.p.; il capo I n.2 contestato ad Accetta Giovanni Bonaventura - con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Messina). Sono state, altresì, accolte deduzioni di illegittimità con riguardo alla determinazione delle pene accessorie alla luce della declaratoria di incostituzionalità (Corte cost. 222/2018), con conseguente rinvio per nuova determinazione. Per molti ricorsi è stata pronunciata inammissibilità; per alcuni ricorrenti (Catania, Amirante, Fiorillo) la Corte ha condannato le spese di giudizio e contributo alla Cassa delle ammende; per alcuni (Accetta, Catania, De Luca, Di Stefano) è stata disposta condanna in solido al rimborso delle spese civili verso la parte civile (fallimento Valery s.r.l.). In sintesi: decisione parzialmente accogliente su profili di motivazione e vizi procedurali, ma in gran parte confermativa con molti ricorsi dichiarati inammissibili; rinvii limitati per nuovi esami su punti specifici indicati in dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 216 e art. 223 L. fall.

    art. 216 e art. 223 legge fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267)

    la Corte richiama la giurisprudenza secondo cui, in tema di reati fallimentari, la generica consapevolezza da parte dell'amministratore (anche formale) delle attività illecite poste in essere dall'impresa può integrare il dolo necessario alla responsabilità; tuttavia va adeguatamente motivata e riferita alle risultanze processuali

  • art. 474 c.p. e art. 648 c.p.

    art. 474 c.p. (reato di messa in vendita di beni contraffatti), art. 648 c.p. (ricettazione)

    per reati connessi a merce contraffatta o ricettazione è necessario dimostrare l'elemento materiale e la consapevolezza/volontà (fine di profitto, conoscenza dell'illecito); la Corte ha richiamato la necessità di un concreto e specifico apprezzamento probatorio della consapevolezza

  • art. 416 e 416-bis c.p.

    art. 416 c.p. (concorso di persone), art. 416-bis c.p. (associazione di tipo mafioso) ove evocati

    la distinzione tra associazione a delinquere e concorso di persone deve essere ben motivata; inoltre va circoscritta temporalmente la partecipazione quando contestata 'fino ad oggi' e non può essere genericamente estesa senza supporto probatorio

  • art. 495, comma 2, c.p.p.

    art. 495 c.p.p., comma 2 (richiesta assunzione di prova decisiva)

    la Corte ricorda che la mancata assunzione di perizia non sempre costituisce omissione decisiva ai fini del ricorso in cassazione: la perizia è mezzo neutro e non rientra facilmente nella nozione di prova decisiva a discarico ai sensi di cassazione

  • art. 157 e art. 161 c.p.

    art. 157 e art. 161 cod. pen. (termini di prescrizione e computo)

    la Corte applica le regole di computo della prescrizione, tenendo conto dei termini di sospensione per i gradi di giudizio e dei termini speciali previsti per i reati fallimentari, con effetti decisivi sull'accertamento della decorrenza della prescrizione

  • Corte costituzionale n. 222/2018

    Sentenza Corte cost. n. 222 del 05/12/2018

    la pronuncia ha inciso sulla misura e modalità di determinazione delle pene accessorie previste dall'art. 216 L. fall.; la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittima l'applicazione automatica della durata fissa ed ha disposto la necessità della determinazione concreta da parte del giudice secondo criteri dell'art. 133 c.p., con conseguente rilievo sulle pene accessorie irrogate

  • art. 132 e 133 c.p.

    art. 132 e 133 cod. pen. (criteri di commisurazione della pena)

    richiamati come criterio guida per la nuova determinazione delle pene (sia principali che accessorie) dopo annullamento o modifica derivante da questioni di illegittimità costituzionale o di revisione delle statuizioni

Massime di principio

  • In reati fallimentari la responsabilità dell'amministratore può fondarsi anche sulla consapevolezza generale di un sistema illecito aziendale; tuttavia il giudice deve motivare specificamente come quella consapevolezza si desuma dalle prove
  • Per reati relativi a merce contraffatta o ricettazione è essenziale provare sia l'elemento materiale (possesso/detenzione/merce) sia l'elemento soggettivo (consapevolezza e fine di profitto); conversazioni intercettate richiedono interpretazione motivata dal giudice di merito
  • La cassazione non è il luogo per una rivalutazione ex novo delle prove: i motivi che in sostanza chiedono una diversa valutazione del materiale probatorio sono inammissibili se mancano vizi di diritto o di motivazione specifici
  • Le eccezioni di nullità relative a notifiche e vizi di procedimento preliminare devono essere tempestivamente dedotte in appello; se dedotte per la prima volta in cassazione possono risultare inammissibili salvo casi di nullità rilevabili d'ufficio nei termini
  • La mancata assunzione di una perizia non è automaticamente prova decisiva a discarico per cassazione: la parte deve dimostrare la decisività della prova ai sensi dell'art. 495 c.p.p.
  • In caso di assoluzioni o prescrizioni parziali è obbligatoria la rideterminazione della pena quando la decisione influisce sul complesso del trattamento sanzionatorio; il giudice del rinvio dovrà ricalcolare pena e pene accessorie conformemente agli artt. 132-133 c.p. e alle pronunce costituzionali
  • Il computo della prescrizione deve tenere conto delle sospensioni processuali e dei termini speciali previsti per alcune fattispecie (es. reati fallimentari); la valutazione della prescrizione richiede calcolo motivato e puntuale

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