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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15869/2026 del 23/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La società proprietaria della discarica aveva agito per ottenere il pagamento delle prestazioni di smaltimento dei rifiuti solidi urbani rese nel 2009, sostenendo che anche il Comune dovesse rispondere del corrispettivo. La Corte d'appello aveva invece escluso la titolarità passiva del Comune, rilevando che i contratti rilevanti erano stati stipulati solo tra la società proprietaria della discarica e la società concessionaria del servizio di raccolta e smaltimento, senza partecipazione dell'ente locale; in cassazione la ricorrente ha dedotto un unico motivo di violazione e falsa applicazione dell'art. 1173 c.c., in relazione agli artt. 97 Cost., 198, 182, 196, 202 d.lgs. 152/2006 e agli artt. 22 L. 142/1990 e 2113 d.lgs. 267/2000, per sostenere la sussistenza di un obbligo del Comune al pagamento. Successivamente, tuttavia, la ricorrente ha depositato rinuncia agli atti per intervenuto accordo con il Comune, accettata da quest'ultimo.

La decisione

Il giudizio di legittimità è stato dichiarato estinto per rinuncia agli atti del giudizio depositata dalla ricorrente e accettata dal Comune resistente. La Corte ha quindi preso atto dell'accordo intervenuto tra le parti e non ha deciso nel merito il motivo di ricorso; ha inoltre escluso la regolazione delle spese di legittimità per effetto dell'accordo e ha richiamato il principio secondo cui, in caso di estinzione del giudizio di impugnazione, non opera l'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002 secondo l'orientamento citato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    violazione e falsa applicazione

    è stato invocato come vizio di legittimità per censurare la decisione di merito; la Corte non entra nel merito per l'intervenuta rinuncia.

  • art. 1173 c.c.

    richiamato dalla ricorrente quale norma costitutiva della pretesa obbligatoria del Comune al pagamento.

  • art. 97 Cost.

    richiamato dalla ricorrente nel quadro argomentativo relativo all'obbligo dell'ente locale.

  • d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    richiamato in relazione alla disciplina della gestione dei rifiuti e al riparto di competenze tra comuni e soggetti gestori.

  • art. 198 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    la sentenza d'appello lo ha interpretato nel senso che il concorso del Comune opera fino all'avvio dell'attività da parte dell'aggiudicatario del servizio.

  • art. 182 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla gestione dei rifiuti.

  • art. 196 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla gestione dei rifiuti.

  • art. 202 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152

    richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla gestione dei rifiuti.

  • art. 22 L. 142/1990

    richiamato dalla ricorrente nel richiamo normativo relativo ai poteri e alle competenze dell'ente locale.

  • art. 2113 d.lgs. 267/2000

    nel testo compare come richiamo normativo della ricorrente; la Corte non ne sviluppa l'applicazione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    la Corte richiama il principio per cui l'estinzione del giudizio di impugnazione esclude l'obbligo dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Se il giudizio di cassazione si estingue per rinuncia agli atti accettata dalla controparte, la Corte dichiara l'estinzione senza esaminare i motivi di ricorso.
  • L'estinzione del giudizio di impugnazione esclude l'applicazione dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto per la parte impugnante non vittoriosa.
  • Quando la domanda di pagamento si fonda su rapporti contrattuali stipulati solo tra soggetti diversi dall'ente pubblico, la titolarità passiva dell'ente non può essere affermata se non emergono altri validi titoli obbligatori nei suoi confronti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniInadempimentoMandato
RamiProcesso civileObbligazioniContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiDecadenza

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