Cassazione Civile, Ordinanza n. 15838/2026 del 23/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente pubblico)
La controversia
La controversia riguarda un avviso di accertamento IMU per l’anno 2014, emesso nei confronti di un ente pubblico proprietario/gestore di alloggi di edilizia residenziale, per un importo complessivo di euro 515.292,00 tra imposta, sanzioni e interessi. Il nodo centrale è se gli immobili assegnati dall’ente possano beneficiare dell’esenzione IMU prevista per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, oppure se sia applicabile solo la detrazione di euro 200,00 prevista per gli alloggi assegnati dagli IACP. Il primo ricorso denuncia nullità dell’avviso per difetto di motivazione, sostenendo che l’ente aveva chiesto l’agevolazione con la dichiarazione IMU e che il comune non aveva spiegato il diniego. Il secondo motivo contesta la falsa applicazione della disciplina sull’esenzione, sostenendo che la sentenza di merito avrebbe escluso indebitamente il beneficio richiamando la norma sull’esenzione degli enti non commerciali e non quella specifica per gli alloggi sociali. La sentenza di merito è stata impugnata da due ricorsi riuniti, uno proposto dall’originario ente in liquidazione e uno dall’ente subentrante.
La decisione
La Corte ha riunito i due ricorsi, ha accolto il secondo e il terzo motivo del primo ricorso e il secondo motivo del secondo ricorso, dichiarando assorbiti i restanti motivi. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, in diversa composizione, affinché verifichi se sussistano in concreto i presupposti dell’esenzione per gli alloggi sociali secondo i principi richiamati. Il giudice di rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, lett. b), D.L. n. 201/2011
come novellato dall'art. 1, comma 707, della L. n. 147/2013
prevede l’esenzione IMU per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, definiti dal D.M. 22 aprile 2008; non si estende a tutti gli alloggi assegnati dagli IACP
art. 13, comma 10, D.L. n. 201/2011
detrazione di € 200,00, fino a concorrenza dell'imposta dovuta, agli alloggi assegnati dagli IACP
costituisce agevolazione distinta dall’esenzione per gli alloggi sociali ed è alternativa a quest’ultima
D.M. 22 aprile 2008
pubblicato in G.U. n. 146 del 24 giugno 2008
fissa i parametri e la definizione di alloggio sociale ai fini dell’esenzione IMU
art. 7, comma 1, L. n. 212/2000
l’avviso di accertamento è nullo se privo di specifica motivazione sul diniego dell’esenzione richiesta
art. 1, comma 162, L. n. 296/2006
richiamato quale norma violata in relazione alla motivazione dell’atto impositivo
art. 3, L. n. 241/1990
richiamato in relazione all’obbligo di motivazione dell’amministrazione
art. 7, comma 1, lett. i), D.Lgs. n. 504/1992
richiamato nei motivi, ma la Corte chiarisce che l’esenzione rilevante per gli alloggi sociali va individuata nella disciplina IMU specifica, non in quella invocata in via analogica
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
utilizzato come parametro del vizio di violazione o falsa applicazione di legge
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
utilizzato come parametro del vizio di nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c.
art. 112 c.p.c.
richiamato per dedotta violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato
Massime di principio
- In tema di IMU, l’esenzione per i fabbricati destinati ad alloggi sociali opera solo se l’immobile possiede in concreto i requisiti previsti dal D.M. 22 aprile 2008; non basta la mera appartenenza all’ente pubblico proprietario o gestore.
- L’agevolazione prevista per gli alloggi assegnati dagli IACP mediante detrazione e l’esenzione per gli alloggi sociali sono istituti distinti e alternativi; l’una non si sovrappone all’altra.
- L’onere di provare la sussistenza delle caratteristiche di alloggio sociale grava sul contribuente che invoca l’esenzione.
- L’avviso di accertamento è nullo per difetto di motivazione quando non esplicita le ragioni del diniego di un’esenzione specificamente richiesta, specie se la richiesta proviene da un ente pubblico istituzionalmente preposto alla gestione di alloggi residenziali e l’amministrazione dispone agevolmente dei dati necessari alla verifica.
- Nel giudizio tributario, il giudice di merito deve applicare la corretta disciplina agevolativa invocata e verificare in concreto i presupposti del beneficio, senza negare l’esenzione sulla base di una norma diversa da quella rilevante per la fattispecie.
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