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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8140/2024 del 26/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Edilcoster ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Perugia che aveva ritenuto grave inadempimento della venditrice per avere venduto a terzi l'immobile promesso e le aveva liquidato un risarcimento. Edilcoster deduceva: (i) errata applicazione dell'art. 1183 c.c. e delle regole sul termine di adempimento e sulla esigibilità delle prestazioni (mancata considerazione che gli importi per lavori extra-contratto fossero immediatamente esigibili); (ii) omissione di valutazione comparativa e proporzionale dei reciproci inadempimenti (mancata analisi se il rifiuto di pagare fosse giustificato e di entità tale da legittimare la mancata stipula); (iii) mancato rilevamento della clausola penale/fideiussoria prevista nel preliminare (art. 6) con liquidazione forfetaria del danno. Ha quindi chiesto cassazione per vizi di diritto e di motivazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo e il secondo motivo di ricorso, ritenendo che la Corte d'Appello non abbia adeguatamente applicato l'art. 1183 c.c. (in assenza di termine l'esigibilità è immediata) e non abbia effettuato la dovuta comparazione dei reciproci inadempimenti, inclusa la verifica di proporzionalità e causalità tra le prestazioni. Ha inoltre rilevato che la motivazione sulla gravità degli inadempimenti era in parte apparente. I rimanenti motivi (in particolare la questione della clausola penale/fideiussoria) sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte di Appello di Perugia, in diversa composizione, per un nuovo esame, con indicazione che quella Corte si uniformi ai principi espressi dalla Cassazione; decisioni sulle spese di legittimità rinviate.

Norme richiamate

  • art. 1183 c.c.

    In assenza di termine pattuito l'obbligazione è immediatamente esigibile; quindi i pagamenti dovuti per lavori extra-contratto non erano da rinviare automaticamente al rogito ma esigibili prima, salvo valutazione di congruità del tempo trascorso.

  • art. 1175 c.c.

    Richiamato nel quadro dei doveri di correttezza e diligenza nell'esecuzione del contratto; la Corte dovrà tenerne conto nella valutazione comparativa delle condotte.

  • art. 1382 c.c.

    Norma sulla clausola penale; la ricorrente sosteneva che la previsione contrattuale fosse clausola penale con liquidazione forfetaria, questione ritenuta assorbita e non decisa dalla Cassazione nel merito.

  • artt. 1453, 1454, 1456, 1457 c.c.

    Richiamati in relazione agli effetti della risoluzione per inadempimento e alle modalità di escussione del credito e di risarcimento; utili al confronto sugli effetti dell'inadempimento e sulla risoluzione del preliminare.

  • art. 1218 c.c.

    Richiamato in ordine alla responsabilità per inadempimento dell'obbligazione patrimoniale (dovere di adempimento o risarcimento).

  • art. 1375 c.c.

    Principio di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto, utile alla valutazione se il comportamento di una parte giustificasse la reazione dell'altra.

  • art. 360 c.p.c. comma 1 nn. 3 e 5

    Norme di legittimità che consentono la cassazione per violazione di norme di diritto (n.3) e per omesso esame di questioni di fatto rilevanti (n.5); la Corte ha ritenuto fondati i motivi basati su tali profili.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato in relazione ai poteri del giudice e all'onere di impostare e motivare il giudizio di merito.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiesto in relazione agli obblighi del giudice di pronunciarsi su tutte le questioni rilevanti per la decisione.

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato con riferimento ai vizi di motivazione e alle possibili conseguenze (nullità) nella motivazione della sentenza; la Cassazione ha comunque trattato la questione come motivazione apparente per i punti accolti.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato in relazione ai profili di nullità del procedimento per violazione del diritto di difesa e della motivazione, ma non determinante nel dispositivo oltre al richiamo.

Massime di principio

  • Se nel contratto non è fissato un termine per l'adempimento di una obbligazione, essa è in linea di principio immediatamente esigibile ai sensi dell'art. 1183 c.c.; il giudice può tuttavia valutare ex post la congruità del tempo intercorso tra pattuizione e richiesta di adempimento.
  • Nel caso di prestazioni corrispettive il giudice deve compiere una valutazione comparativa e integrata dei reciproci inadempimenti (cronologia, causalità, proporzionalità e incidenza sulla funzione economico-sociale del contratto) per determinare quale inadempimento giustifichi la reazione dell'altra parte.
  • La diffida ad adempiere non è sempre necessaria per rendere esigibile una prestazione o per far valere un inadempimento; può tuttavia essere un elemento utile ai fini probatori, ma la sua assenza non impedisce al giudice di valutare comunque l'inadempimento anticipato.
  • La presenza di una clausola penale o di una fideiussione contrattuale va esaminata in concreto: se invocata deve essere considerata nella quantificazione del danno, ma la sua efficacia e portata dipendono dall'interpretazione e dall'applicazione al caso specifico.
  • La vendita a terzi di un bene promesso in preliminare può costituire grave inadempimento dell'obbligazione del venditore; tuttavia l'eventuale legittimità della reazione dell'acquirente (es. rifiuto di pagare lavori) va valutata comparativamente tenendo conto della proporzione tra le prestazioni e del pregiudizio complessivo.

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