Cassazione Penale, Sentenza n. 41195/2025 del 23/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva confermato, in parte, il sequestro preventivo di più beni a suo carico. In particolare si contestava il sequestro impeditivo dell'autovettura Fiat 500 X (targa GM313HG), sostenendo che il suo impiego in attività illecite era occasionale e non abituale, che la motivazione era contraddittoria e lacunosa e mancavano elementi che giustificassero la pertinenzialità del veicolo rispetto ai reati di contrabbando contestati e la necessità della misura impeditiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Pur riconoscendo che il veicolo era di proprietà della Quartararo e che era stato utilizzato in una circostanza per recarsi sul luogo di un trasbordo di tabacchi di contrabbando, la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione del Tribunale sul requisito essenziale della "abituale" o strutturale utilizzazione del mezzo per i delitti contestati. La Corte ha richiamato il principio secondo cui, per il sequestro preventivo impeditivo, la cosa deve avere una specifica e strutturale strumentalità rispetto alla probabile reiterazione del reato (non un uso meramente occasionale). Poiché il Tribunale aveva fatto ricorso a deduzioni generiche (ruolo esecutivo/contabile/logistico della ricorrente) senza spiegare il nesso necessario tra quei compiti e l'uso abituale dell'autovettura, l'ordinanza è stata annullata per carenza motivazionale e il fascicolo è stato rinviato al Tribunale di Palermo per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 321, comma 1, cod. proc. pen.
Il sequestro preventivo finalizzato a impedire la commissione di ulteriori delitti può riguardare cose pertinenti al reato; tuttavia la pertinenzialità per scopi impeditivi richiede che la cosa sia ‘strutturalmente funzionale’ alla possibilità di reiterazione del reato (non solo un uso occasionale). Non è necessario un rapporto di derivazione economica, ma serve un nesso di strumentalità essenziale tra cosa e reato.
art. 240, comma primo, cod. pen.
La possibilità di confisca facoltativa ricorre solo per cose la cui strumentalità rispetto al reato sia essenziale e non occasionale; lo stesso parametro di pericolosità sociale impone che la strumentalità sia abituale o strutturale.
Massime di principio
- Per i sequestri preventivi a fini impeditivi è necessario dimostrare che la cosa sia strutturalmente o abitualmente adibita all'attività criminosa; l'uso sporadico/occasionale non giustifica la misura.
- La motivazione del provvedimento cautelare deve esplicitare chiaramente il nesso di pertinenzialità e la ragionevole previsione del pericolo di reiterazione: affermazioni generiche sul ruolo dell'indagato non sono sufficienti.
- Il giudice deve restringere il concetto di "pertinenza" rispetto alle esigenze di difesa sociale, evitando una lettura che permetta sequestri indiscriminati di beni leciti in assenza di specifica pericolosità intrinseca o uso ripetuto.
- In presenza di sequestro per equivalente vs sequestro impeditivo va verificata la finalità concreta della misura: per il primo sono rilevanti profitti/derivazioni economiche, per il secondo la strumentalità al reato e il rischio di reiterazione.
- Difesa: invocare l'episodicità dell'uso del bene e la carenza motivazionale è una linea efficace per ottenere l'annullamento del sequestro impeditivo quando il nesso abituale non è provato.
- Accusa: per sostenere un sequestro impeditivo è consigliabile acquisire e rendere esplicite prove di uso ripetuto o di specifica predisposizione del bene per attività illecite (es. documentazione di utilizzi ricorrenti, controlli di localizzazione, elementi organizzativi che colleghino stabilmente il bene al reato).
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