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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24360/2022 del 05/08/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Una donna, moglie di un dipendente turnista addetto alla vigilanza di una diga, sosteneva che, durante le assenze del marito per lavoro, ella avesse svolto attività di custodia e sorveglianza della casa cantoniera e degli impianti, anche in ragione delle difficoltà abitative seguite al terremoto del 2002. Chiedeva quindi l’accertamento di un rapporto di lavoro subordinato in proprio favore e il pagamento delle relative competenze. Il Tribunale rigettava la domanda e la Corte d’appello confermava, rilevando la genericità delle allegazioni sulle mansioni, l’assenza di specifiche deduzioni sulla eterodirezione e l’insufficienza delle prove testimoniali e documentali. In cassazione la ricorrente denunciava violazione e falsa applicazione dell’art. 414 c.p.c., nn. 3 e 4, assumendo che la Corte d’appello, in presenza di tali carenze, avrebbe dovuto dichiarare l’inammissibilità/nullità del ricorso introduttivo e definire la causa in rito, non già rigettarla nel merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto che la censura fosse costruita su un vizio di rito non corrispondente alla reale ratio decidendi della sentenza impugnata. La Corte territoriale aveva infatti deciso nel merito, reputando non provati né specificati i contenuti concreti delle mansioni asseritamente svolte, né l’elemento dell’eterodirezione, oltre a valutare in senso sfavorevole i documenti prodotti. Poiché il motivo attaccava una statuizione di inammissibilità che la sentenza di appello non aveva adottato, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La ricorrente è stata condannata alle spese di legittimità e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 414 c.p.c.

    La censura fondata sulla carenza di specificità del ricorso introduttivo è stata ritenuta inconferente perché la decisione di merito non si era basata su un vizio formale dell’atto introduttivo, ma sulla mancata prova dei fatti costitutivi della subordinazione.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Il motivo è stato formalmente incardinato come violazione di legge, ma è stato dichiarato inammissibile per incoerenza rispetto alla reale ratio decidendi della sentenza di merito.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamato solo per la trattazione in camera di consiglio non partecipata secondo il rito camerale.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il motivo di ricorso è inammissibile quando si dirige contro una ratio decidendi diversa da quella effettivamente posta a base della sentenza impugnata.
  • Se il giudice di merito ha deciso nel merito ritenendo non provati i fatti costitutivi della domanda, non è coerente dedurre in cassazione un vizio di rito relativo all’ammissibilità dell’atto introduttivo.
  • L’accertamento della subordinazione richiede allegazioni specifiche sulle mansioni concretamente svolte e sulla soggezione al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore; in difetto, le prove offerte possono essere ritenute inidonee a fondare la pretesa.
  • La valutazione di sufficienza e pertinenza delle prove documentali e testimoniali, ove sorretta da motivazione coerente con la decisione di merito, non può essere aggirata trasformando il dissenso probatorio in un preteso errore di rito.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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