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Cassazione Penale, Ordinanza n. 37600/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte d'appello di Napoli aveva confermato la condanna di primo grado nei confronti dell'imputato per i reati di cui agli artt. 497-bis e 495 c.p. Il ricorso per cassazione ha dedotto, con due motivi, violazione di legge, inosservanza di norma processuale e vizio di motivazione: in particolare, si contestava la sussistenza dei reati, assumendo che non fosse stato svolto alcun accertamento tecnico sulla materiale produzione, e si censurava il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di cassazione ha rilevato che il primo motivo era generico perché meramente reiterativo delle doglianze già esaminate e respinte in appello, senza confronto con la ratio decidendi; il secondo motivo era indeducibile perché anch'esso ripetitivo delle censure già disattese e, comunque, manifestamente infondato, essendo la motivazione sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche immune da evidenti illogicità e sufficiente il richiamo agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto il primo motivo affetto da genericità ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p. e il secondo motivo non confrontato con la motivazione impugnata e comunque manifestamente infondato rispetto alla motivazione sul diniego delle attenuanti generiche.

Norme richiamate

  • art. 497-bis c.p.

    Norma incriminatrice richiamata quale uno dei reati per cui era stata confermata la responsabilità dell'imputato; il provvedimento non ne sviluppa il contenuto sostanziale.

  • art. 495 c.p.

    Norma incriminatrice richiamata quale altro reato contestato e confermato in appello; la Corte non entra nel merito della sua configurazione, limitandosi a dichiarare inammissibili le censure sulla sussistenza del reato.

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    La mancanza di specificità del motivo di ricorso, per genericità o per difetto di correlazione con le ragioni della decisione impugnata, determina l'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In sede di legittimità il motivo di ricorso è inammissibile quando si limita a riprodurre le doglianze già formulate in appello senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
  • La specificità del motivo richiede una correlazione effettiva tra le critiche del ricorso e le rationes decidendi della decisione impugnata; la mera reiterazione di censure già respinte integra genericità.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è adeguatamente motivato quando il giudice di merito valorizza gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza dover prendere in considerazione analiticamente tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti.
  • La contestazione sulla sussistenza del reato non può essere utilmente proposta in cassazione mediante doglianze generiche o prive di confronto con l'accertamento di merito già svolto.

Come è indicizzato

MaterieFalsità in atto pubblicoImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaProcesso penale
SottomaterieFalsità ideologica
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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