Cassazione Civile, Ordinanza n. 14284/2024 del 22/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente previdenziale)
La controversia
Un geometra aveva proposto opposizione contro estratti di ruolo relativi a cartelle di pagamento e avvisi di addebito emessi tra il 2002 e il 2019 per contributi previdenziali, sanzioni e interessi, deducendo l’irritualità della notifica dei titoli e la prescrizione quinquennale per difetto di atti interruttivi validi. La Corte d’appello aveva ritenuto sussistente l’interesse ad agire del contribuente, accogliendo nel merito l’opposizione salvo confermare la cessazione della materia del contendere per alcune cartelle oggetto di definizione agevolata. La Cassa previdenziale ricorreva per cassazione sostenendo, con il primo motivo, la violazione dell’art. 100 c.p.c. per avere la Corte territoriale desunto l’interesse ad agire da una condotta processuale dell’agente della riscossione e per non avere considerato la mancanza di un concreto pregiudizio in capo al contribuente; gli altri motivi attenevano alla prescrizione. ADER spiegava ricorso incidentale su interesse ad agire, notifica e prescrizione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale, rilevando che l’impugnazione proposta era, in sostanza, una diretta impugnazione dell’estratto di ruolo e che, in base allo ius superveniens, tale azione è ammissibile solo se il debitore dimostri uno specifico pregiudizio tipizzato dall’art. 12, comma 4-bis, del d.P.R. n. 602 del 1973, o un pregiudizio ad esso assimilabile. Nel caso concreto non risultava allegato né dimostrato alcun pregiudizio conforme al paradigma normativo, sicché mancava l’interesse ad agire. Ne è derivata la cassazione senza rinvio della sentenza impugnata, perché l’azione non poteva essere proposta; sono rimasti assorbiti i restanti motivi del ricorso principale e il ricorso incidentale. Le spese sono state integralmente compensate per la complessità della questione e per l’incidenza della normativa sopravvenuta e dell’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite.
Norme richiamate
L’interesse ad agire è condizione dell’azione e deve consistere in un concreto bisogno di tutela giurisdizionale; non può essere desunto in modo astratto o dalla sola condotta processuale della controparte.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
È stato utilizzato come parametro del motivo di ricorso per denunciare violazione e falsa applicazione di norme di diritto.
art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602
Il ruolo e la cartella di pagamento che si assume invalidamente notificata sono suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dall’iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto [...] oppure [...] per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione
L’estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile; la tutela immediata è ammessa solo in presenza di uno specifico pregiudizio tipizzato dalla norma, che concretizza l’interesse ad agire e si applica anche ai processi pendenti.
In cassazione la documentazione utile a dimostrare il pregiudizio e quindi l’interesse ad agire deve essere depositata nei limiti processuali previsti.
art. 382, terzo comma, ultimo periodo, c.p.c.
Quando risulta che l’azione non poteva essere proposta per difetto di una condizione dell’azione, la Corte può cassare senza rinvio.
artt. 375, secondo comma, n. 4-quater, e 380-bis.1 c.p.c.
Indicano la trattazione in camera di consiglio del ricorso in Cassazione.
Massime di principio
- L’impugnazione diretta dell’estratto di ruolo è inammissibile se il debitore non allega e dimostra uno specifico pregiudizio concreto, corrispondente a quelli tipizzati dalla legge o ad essi assimilabili.
- L’interesse ad agire ha natura dinamica e deve sussistere fino alla decisione, potendo essere inciso anche da sopravvenienze normative.
- Nel giudizio di legittimità, la prova del pregiudizio che fonda l’interesse ad agire deve essere veicolata nei modi e nei limiti consentiti dal codice di rito, anche mediante deposito documentale.
- Quando l’azione è stata proposta in difetto originario di interesse ad agire, la Cassazione può cassare senza rinvio perché la domanda non era proponibile ab origine.
- Se la questione decisiva è la carenza dell’interesse ad agire, restano assorbite le censure di merito sulla prescrizione e sulla validità della notifica.
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