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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37356/2025 del 17/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Florio impugna la conferma della condanna per detenzione di ingenti quantità di stupefacenti (cannabis e cocaina) e per detenzione di arma e munizionamento. Propone tre censure: (1) errore nella valutazione e nell'applicazione dell'aggravante dell'"ingente quantità" ex art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990, dovuto a evidenti errori materiali nella trascrizione dei pesi (confusione tra grammi e chilogrammi) e omissione di considerare la quota di principio attivo; (2) vizio di motivazione relativo all'aumento di pena per la continuazione (omessa indicazione del fatto più grave e ragioni e misura dell'aumento); (3) contestazione dell'equivalenza tra attenuanti e aggravante dell'ingente quantità (deduzione nuova in Cassazione).

La decisione

La Corte di legittimità accoglie i primi due motivi e dichiara inammissibile il terzo. Ha rilevato errori materiali nelle quantità indicate (cocaina 1.027 grammi; cannabis 1.852,16 grammi) che incidono sulla sussistenza dell'aggravante per ingente quantità; ha inoltre riscontrato carenza di motivazione sull'incremento per continuazione (mancata indicazione del fatto più grave e mancata specificazione della quota di aumento). La sentenza impugnata è annullata limitatamente all'aggravante dell'ingente quantità e al trattamento sanzionatorio correlato; il resto del ricorso è dichiarato inammissibile. Rinvio per nuovo giudizio su tali punti ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli; i giudici del rinvio dovranno verificare anche l'eventuale prescrizione se l'aggravante non sussistesse.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen. (comma finale)

    Richiama la disciplina della continuazione/concorso di reati ai fini del calcolo della pena; la Cassazione ha ritenuto carente la motivazione circa la individuazione del fatto più grave e la determinazione dell'aumento per continuazione

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (commi 1 e 4)

    Norma che sanziona la detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti; i fatti contestati (detenzione di cannabis e cocaina) sono stati qualificati ai sensi di tali commi

  • art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990

    Aggravante per la detenzione di 'ingente quantità' di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che la sussistenza dell'aggravante dipenda da corretta determinazione delle quantità (peso lordo e quota di principio attivo) e che errori materiali nelle trascrizioni hanno falsato la valutazione

  • art. 2 legge n. 110/1975

    Norma relativa ai reati in materia di armi; applicata alla detenzione della pistola calibro 9x19 e delle munizioni ascritte all'imputato

Massime di principio

  • Controllare con attenzione le unità di misura e la corretta trascrizione delle quantità nei verbali di sequestro: errori materiali su grammi/chilogrammi possono compromettere la sussistenza dell'aggravante per "ingente quantità"
  • Nella valutazione dell'aggravante per ingente quantità occorre considerare non solo il peso lordo ma anche la percentuale di principio attivo quando rilevante per la valutazione complessiva della 'quantità' ai fini sanzionatori
  • Quando si applica l'aumento per continuazione (art. 81 c.p.), la motivazione deve indicare quale fatto sia ritenuto il più grave e spiegare come è stata calcolata la quota di aumento; l'omissione di tali indicazioni determina vizio di motivazione
  • Questioni nuove o non dedotte nel giudizio di merito non possono essere trattate per la prima volta in Cassazione: deduzioni inammissibili restano tali se non erano state devolute al giudice di merito
  • Se l'aggravante che ha inciso sulla quantificazione della pena viene esclusa in sede di rinvio, i giudici devono anche verificare gli effetti sul decorso della prescrizione rispetto alle date di consumazione dei singoli reati

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