Cassazione Penale, Sentenza n. 37329/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Trani che aveva confermato il decreto di sequestro preventivo su 75.000 euro trovati nella disponibilità dell'indagata. Il ricorso per Cassazione deduceva violazione di legge (art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.) e in particolare l'assenza del fumus commissi delicti in ordine alla provenienza illecita del denaro, contestando che il tribunale avrebbe valorizzato elementi neutri (solo l'ammontare del denaro, la mancata giustificazione della provenienza, lo stato di disoccupazione, le modalità di occultamento, precedenti penali e rapporti di frequentazione con soggetti indagati) senza prova che i beni derivassero da un reato specifico di ricettazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il tribunale del riesame avesse fornito motivazione adeguata e coerente, valorizzando un insieme di indici (ingente somma in contanti senza giustificazione, stato di disoccupazione e assenza di redditi, modalità di occultamento, precedenti specifici, rapporti di frequentazione con soggetti indagati per narcotraffico) idonei a fondare il fumus del reato di ricettazione e il periculum in mora (rischio di dispersione, fungibilità e reimpiego della somma). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. b)
Limita i motivi di ricorso per Cassazione specificando le ipotesi di "violazione di legge" impugnabili; il ricorso era fondato su tale vizio ma la Corte ne ha ritenuto il motivo manifestamente infondato
Norma richiamata nella censura del ricorrente relativa al sequestro preventivo e alla necessità del fumus commissi delicti per la misura reale; la Corte ha ritenuto che il fumus fosse adeguatamente motivato dal giudice del riesame
Stabilisce i limiti del ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali (consentito soltanto per violazione di legge); la Corte ricorda tale limite nel dichiarare inammissibile il ricorso privo di vizi di legge rilevanti
Prevede la condanna alle spese e l'eventuale ammenda in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per irrogare alla ricorrente il pagamento delle spese e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende
Massime di principio
- Per i sequestri preventivi reali il 'fumus commissi delicti' può essere fondato su un insieme di indizi concatenati (ammontare ingente di contanti, mancanza di redditi leciti congrui, modalità di occultamento, precedenti specifici, rapporti con soggetti indagati), non è necessario il riscontro diretto della fonte delittuosa purché gli indici rendano probabile la provenienza illecita
- La valutazione del giudice del riesame sulle circostanze fattuali è sindacabile in Cassazione solo per vizi di legge o per insufficienza motivazionale radicale: non è consentito un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità
- Il 'periculum in mora' nei sequestri di somme liquide è facilmente motivabile con la fungibilità del denaro, il rischio di dispersione e il possibile reimpiego in attività illecite
- Per impugnare efficacemente un provvedimento cautelare reale occorre dimostrare l'assenza completa di motivazione logica o l'errore in iudicando che configuri una violazione di legge, oppure offrire una spiegazione alternativa plausibile e specifica della provenienza lecita dei beni
- La presenza di rapporti di frequentazione con soggetti indagati per reati gravi può concorrere a un quadro indiziario significativo ma non costituisce di per sé prova della derivazione del denaro da un reato; va valutata nel contesto complessivo degli altri elementi
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