Cassazione Penale, Sentenza n. 1455/2024 del 12/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Morra ha impugnato la sentenza d'appello che lo aveva ritenuto responsabile, in relazione a due dipinti, dei reati di contraffazione di opere d'arte (art. 178 d.lgs. 42/2004, ora art. 518-quaterdecies c.p.) e di truffa (art. 640 c.p.). Il ricorso articolava cinque motivi: 1) nullità/inammissibilità dell'appello delle parti civili per mancanza di specificità; 2) illegittimità della rinnovazione istruttoria in appello (esame di consulenti non escussi in primo grado e rinnovazione disposta d'ufficio); 3) carenza degli elementi della truffa con riguardo al dipinto attribuito a Guido Reni (assenza di artifici/raggiri, danno e ingiusto profitto); 4) errata qualificazione come contraffazione del dipinto attribuito a Pandolfo Reschi e mancanza della prova della consapevolezza dell'imputato circa la non autenticità; 5) vizio di motivazione per aver preferito le valutazioni del consulente delle parti civili rispetto a quelle del consulente della difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo complessivamente infondato. Ha confermato la legittimità dell'atto di appello delle parti civili (sufficiente specificità), ha ritenuto corretta la rinnovazione istruttoria disposta in appello (anche d'ufficio e con motivazione implicita adeguatamente sviluppata nella sentenza), e ha ritenuto fondati gli elementi di truffa e di contraffazione così come ricostruiti dalla Corte d'appello: per il dipinto detto "Reni" è stata ritenuta la condotta decettiva dell'imputato (rassicurazioni, pressioni telefoniche, proposta di partecipazione paritaria, ottenimento di pagamento) con danno per le parti civili e ingiusto profitto; per il dipinto detto "Reschi" la Corte ha condiviso le risultanze tecniche che hanno indicato la modernità del supporto e segni di falsificazione. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (liquidate in sentenza).
Norme richiamate
art. 178 d.lgs. n. 42/2004 (ora art. 518-quaterdecies c.p.)
Norma relativa alla contraffazione di opere d'arte: la Corte ha ritenuto integrati gli indici tecnici e fattuali della contraffazione (modernità della tela, materiali recenti, bordi dipinti, ecc.) per il dipinto attribuito a Pandolfo Reschi
Norma sulla truffa: la Corte ha ritenuto presenti gli elementi tipici (artifici/raggiri, induzione in errore, danno patrimoniale alle parti civili e ingiusto profitto per l'imputato) in particolare con riguardo al dipinto attribuito a Guido Reni
Norma citata in relazione alla condanna al risarcimento in favore delle parti civili (provvisionale e liquidazione in sede civile)
art. 603 cod. proc. pen. (commi 1, 3 e 3-bis)
Disciplina della rinnovazione istruttoria in appello: la Corte precisa che il giudice d'appello può disporre la rinnovazione anche d'ufficio e che è tenuto a riassumere le prove dichiarative decisive suscettibili di diverso apprezzamento; inoltre la rinnovazione può riguardare anche consulenti non escussi in primo grado se necessario per la decisione
art. 591 e art. 581 cod. proc. pen.
Articoli richiamati in relazione ai presupposti di impugnazione e alla decisione sulla specificità dell'atto di appello; la Corte ha ritenuto che l'appello delle parti civili fosse sufficientemente specifico
art. 606 cod. proc. pen. (comma 1)
Norma che contiene le tipologie di motivi di ricorso per cassazione: i motivi del ricorrente sono stati valutati alla luce delle lettere previste (c, b, e, ecc.) e ritenuti infondati o manifestamente infondati
Massime di principio
- L'appello delle parti civili deve indicare ragioni di diritto e di fatto con un grado di specificità proporzionale alla specificità della decisione impugnata; quando ciò ricorre, l'appello è ammissibile
- Il giudice d'appello può disporre la rinnovazione istruttoria anche d'ufficio e può integrare la motivazione dell'ordinanza istruttoria nella sentenza quando le ragioni della necessità dell'acquisizione emergono dal complesso motivazionale
- Quando la riforma di una sentenza assolutoria si fonda su diverso apprezzamento di prove dichiarative ritenute decisive, il giudice d'appello è tenuto a riassumere le prove dichiarative rilevanti (anche per ordine delle Sezioni Unite)
- La diversa valutazione di perizie è lecita: il giudice può preferire il consulente che ha eseguito esami diretti e più approfonditi (es. esame della tela, analisi dei materiali) rispetto a valutazioni basate su fotografie o generiche opinioni
- Per la configurabilità della truffa non è decisiva la diligenza o l'accertamento autonomo della vittima: se il raggiro è idoneo ed ha prodotto l'effetto (acquisto ingiustamente indotto) rilevano gli artifici e il profitto realizzato
- La competenza professionale del venditore (es. antiquario, esperto d'arte) accentua la responsabilità in caso di valutazioni mendaci: la sua posizione di garanzia e le informazioni fornite assumono rilievo nella verifica della consapevolezza e del raggiro
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