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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00064/2025 del 03/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (autorità amministrativa)

La controversia

Nel fallimento di una società in liquidazione, il giudice delegato aveva ammesso al passivo il credito dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato per il contributo al proprio funzionamento previsto dall’art. 10, commi 7-ter e 7-quater, l. 287/1990, ma senza riconoscergli il privilegio richiesto ex art. 2752 c.c. L’Autorità ha proposto opposizione allo stato passivo, respinta dal Tribunale di Milano sul rilievo che tale contributo, pur avendo natura tributaria secondo la giurisprudenza costituzionale, costituirebbe una forma atipica di contribuzione non riconducibile né a tasse né a imposte, con conseguente impossibilità di applicare estensivamente la disciplina dei privilegi generali dell’art. 2752 c.c. In cassazione l’AGCM ha denunciato la violazione degli artt. 2745 e 2752 c.c., 12 disp. prel. c.c. e 10, commi 7-ter e 7-quater, l. 287/1990, sostenendo che, una volta riconosciuta la natura tributaria del contributo, doveva applicarsi in via estensiva il privilegio generale mobiliare previsto per i crediti tributari dello Stato e degli enti pubblici.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha affermato che il contributo dovuto all’AGCM per il suo funzionamento ha natura tributaria, perché presenta gli elementi indefettibili del tributo: prestazione coattiva prevista dalla legge, assenza di sinallagma, collegamento a un indice di capacità contributiva e destinazione al finanziamento di spese pubbliche. Ha quindi ritenuto possibile un’interpretazione estensiva dell’art. 2752 c.c. in base alla causa del credito, riconoscendo il privilegio generale mobiliare al credito dell’AGCM. Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha cassato il decreto impugnato e deciso nel merito, disponendo la collocazione in privilegio della somma già ammessa al passivo, pari a euro 5.513,29. Ha inoltre compensato integralmente le spese di tutti i gradi per la novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    viene utilizzato quale parametro del motivo di ricorso per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

  • art. 2745 c.c.

    la causa del credito è indicata come ragione giustificatrice del privilegio.

  • art. 2752 c.c.

    la norma sui privilegi generali mobiliari è interpretata estensivamente fino a ricomprendere il credito tributario dell’AGCM.

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    richiamato per sostenere l’interpretazione estensiva della disciplina del privilegio.

  • art. 10, commi 7-ter e 7-quater, l. 287/1990

    disposizioni che prevedono il contributo obbligatorio al funzionamento dell’AGCM, qualificato come prestazione tributaria.

  • art. 385 c.p.c.

    richiamato, insieme all’art. 92 c.p.c., per la compensazione delle spese.

  • art. 92, comma 2, c.p.c.

    richiamato per giustificare la compensazione delle spese in ragione della novità della questione.

Massime di principio

  • I contributi obbligatori imposti per legge a favore di un’autorità amministrativa indipendente, quando presentino i caratteri del tributo, vanno qualificati come crediti di natura tributaria se sono coattivi, privi di sinallagma e destinati a finanziare spese pubbliche.
  • Le norme sui privilegi, pur essendo eccezionali e non suscettibili di interpretazione analogica, possono essere interpretate estensivamente per ricomprendere fattispecie non espressamente nominate ma implicitamente considerate dal legislatore, in base alla causa del credito.
  • Ai fini del riconoscimento del privilegio ex art. 2745 c.c., il dato decisivo è la causa del credito: se il credito ha natura tributaria e la ratio della norma privilegiante è la tutela del gettito pubblico, il privilegio può essere esteso anche a entrate tributarie atipiche.
  • Quando la Corte decide la causa nel merito dopo la cassazione, ciò è possibile se non occorrono ulteriori accertamenti in fatto.
  • La novità della questione può giustificare la compensazione integrale delle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoContenzioso tributario
RamiFallimentare / Crisi d'impresaTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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