Cassazione Penale, Sentenza n. 14268/2023 del 04/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento ex art. 444 c.p.p. chiedendo annullamento perché il calcolo della pena è risultato illegale: le pene applicate sono state determinate al di sotto del minimo edittale a causa di errati giudizi di bilanciamento tra circostanze aggravanti e attenuanti (in particolare l'esclusione dal bilanciamento di aggravanti "privilegiate" e di una attenuante prevista dall'art. 116 c.p.), e per un'applicazione scorrette degli aumenti per continuazione (in misura inferiore a quanto previsto), con violazioni contestate di varie disposizioni del codice penale (tra cui artt. 624-bis e 628) e delle norme sul cumulo e determinazione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: ha constatato che la determinazione concordata della pena è "contra legem" perché il giudice ha violato il divieto di bilanciamento tra circostanze privilegiate e attenuanti e ha applicato gli aumenti/ritocchi di pena in modo da portare la pena al di sotto del minimo edittale. Per tali vizi ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Cagliari per il prosieguo del procedimento.
Norme richiamate
Norma sul patteggiamento: la sentenza che recepisce l'accordo deve rispettare i limiti di legge nella determinazione della pena; illegittimità della pena concordata può comportare annullamento
Prevede il reato (furto con strappo/rapina?) e, come richiamato dalla Corte, il comma 4 stabilisce limiti al giudizio di bilanciamento tra aggravanti privilegiate e attenuanti; tali aggravanti non possono essere neutralizzate da attenuanti nel bilanciamento
Norma sulle rapine: i commi richiamati (3,4,5) contengono aggravanti di particolare tenore che, se riconosciute privilegiate, escludono il bilanciamento con alcune attenuanti; la Corte ha rilevato la violazione del divieto di bilanciamento previsto
Regole sul concorso di reati e cumulazione delle pene; il comma 4 è stato richiamato per censurare l'applicazione erronea dell'aumento per continuazione e la conseguente determinazione della pena in misura non conforme ai parametri di legge
Circostanza attenuante richiamata nel ricorso: il giudice ha sottratto questa attenuante al necessario giudizio di bilanciamento o l'ha applicata irregolarmente, contribuendo a una pena illegale
Norma sulle circostanze attenuanti e aggravanti in generale, richiamata nel ricorso in relazione alla corretta valutazione delle circostanze
Regole sul concorso di circostanze attenuanti e aggravanti, citata nella contestazione sulla errata composizione del giudizio di individualizzazione della pena
Norma sulla misura delle pene pecuniarie e relative conversioni; richiamata nel contesto del corretto calcolo della pena complessiva
Disposizione sui criteri di determinazione della pena: richiamata per la necessità di rispettare i parametri legali nella individuazione della pena critica nel patteggiamento
Massime di principio
- Nel giudizio di omologazione del patteggiamento il giudice deve verificare che la pena concordata rispetti i limiti edittali e le regole di determinazione della pena: un errore formale o sostanziale che porti la pena al di sotto del minimo edittale rende la sentenza annullabile
- Le aggravanti "privilegiate" previste dagli artt. 624-bis e 628 c.p. non possono essere neutralizzate da un semplice confronto con attenuanti: ove la legge escluda il bilanciamento, il giudice non può dichiararle equivalenti e diminuire la pena in violazione della norma
- Il giudice deve sempre effettuare il corretto giudizio di bilanciamento quando la legge lo richiede e non può sottrarre dal bilanciamento circostanze attenuanti previste (come l'art. 116 c.p.) o applicare automaticamente riduzioni senza la necessaria motivazione
- L'aumento per continuazione (cumulo) va calcolato secondo le regole di legge; un'applicazione in misura inferiore a quanto previsto dalla norma può rendere la pena complessiva illegale
- Se la base negoziale dell'accordo (la determinazione della pena concordata) è viziata per illegittimità, la cassazione può annullare la sentenza che ha omologato il patteggiamento e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente per il prosieguo
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