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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14213/2023 del 04/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto del 25/02/2022 con cui la Corte d'appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione avverso il decreto del Tribunale di Palermo relativo alla confisca di beni intestati a Donatella Rossi e ha confermato la confisca (salvo restituzione di alcuni beni). La ricorrente lamentava il travisamento e l'omessa valutazione di documenti allegati al supplemento della consulenza tecnica di parte (in particolare estratti conto bancari, bonifici da Rossi & Rossi s.r.l. e versamenti da familiari e la somma ricavata dalla vendita di un immobile da parte di Angelo Graziano), sostenendo che tali documenti provavano la lecita provenienza delle somme impiegate per l'avvio e la gestione della ditta individuale "Victoria Beauty Salon" e contestando la valutazione della Corte territoriale degli artt. 19 e 24 del d.lgs. n.159/2011 e delle norme processuali indicate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, nei procedimenti di misure di prevenzione, il sindacato di legittimità sui fatti è limitato e che il vizio denunciato (presunto travisamento o omissione nella valutazione di documenti bancari e del supplemento di consulenza) non è stato dimostrato nella misura necessaria a configurare una violazione di legge. La ricorrente non ha indicato con precisione il contenuto decisivo del supplemento né spiegato come l'assunzione dei documenti avrebbe determinato un esito diverso; inoltre la Corte ha richiamato il principio secondo cui grava sull'accusa l'onere di provare la sproporzione tra redditi e patrimoniali e la provenienza illecita delle risorse. Conseguentemente, il ricorso è stato rigettato e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • decreto legislativo n. 159 del 6/9/2011 (codice antimafia e delle misure di prevenzione)

    Richiamato per i limiti di sindacabilità in Cassazione dei provvedimenti di misure di prevenzione; la Corte sottolinea che il ricorso per cassazione è ammesso prevalentemente per violazione di legge nelle materie di misure reali/patrimoniali e che non è sufficiente dedurre un diverso apprezzamento dei fatti.

  • art. 606, comma 1, lett. e), codice di procedura penale

    Norma richiamata per affermare che il vizio di travisamento della prova per omissione è, di regola, estraneo al giudizio di legittimità, salvo che il travisamento investa plurime circostanze decisive o determini motivazione inesistente/apparente riconducibile a violazione di legge.

  • art. 10, comma 3 e art. 27, comma 2 del d.lgs. n. 159/2011

    Utilizzati per spiegare il quadro normativo che limita il ricorso in cassazione nei procedimenti di misure reali a questioni di violazione di legge, richiedendo motivazioni minime coerenti e complete.

  • art. 19 e art. 24 del d.lgs. n. 159/2011

    Norme invocate dalla ricorrente come violate (riguardanti misure di prevenzione personali e patrimoniali); la Corte ha comunque ritenuto infondate le censure alla luce dei limiti del sindacato di legittimità e della mancata dimostrazione della decisività degli atti contestati.

  • art. 191, commi 2 e 3, codice di procedura penale

    Richiamati dalla ricorrente tra le norme processuali; la Corte osserva che la dedotta omessa valutazione documentale non è stata adeguatamente specificata e provata nel ricorso di legittimità.

  • art. 125 codice di procedura penale

    Norma procedurale citata nella contestazione; richiamata dalla Corte nel contesto delle censure sulla motivazione e sulla valutazione delle prove, senza però ritenere sussistente violazione rilevante per la Cassazione.

  • art. 111, comma 6, Costituzione

    Citato dalla ricorrente in relazione al diritto di difesa; la Corte ha valutato che le doglianze non erano sufficientemente specifiche per fondare un sindacato di legittimità.

  • art. 616 codice di procedura penale

    Norma invocata per la condanna alle spese processuali in caso di ricorso inammissibile; la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.

  • art. 416-bis c.p. (richiamato nel fatto)

    Richiamato come oggetto di un precedente procedimento penale cui si riferivano gli elementi fattuali valutati nel giudizio di prevenzione; utile a contestualizzare la socialità del proposto ma non direttamente decisivo nella decisione di cassazione.

Massime di principio

  • Nei procedimenti di misure di prevenzione patrimoniali la Corte di Cassazione esercita un sindacato limitato: non può essere impugnata in Cassazione una semplice diversa valutazione delle prove salvo che il travisamento determini una motivazione inesistente o una violazione di legge.
  • Chi deduce travisamento o omissione nella valutazione delle prove deve indicare con precisione l'atto processuale, il contenuto probatorio decisivo, provare l'esistenza e la verità dell'elemento e spiegare come esso comprometta in modo decisivo la motivazione impugnata.
  • L'onere di provare la sproporzione tra redditi leciti e patrimonio e la provenienza illecita delle risorse grava in primo luogo sull'accusa; il terzo intestatario soggettivamente ritenuto fittizio non è esonerato dal fornire prove specifiche quando si pretende l'esistenza di redditi o risorse rilevanti, soprattutto per periodi recenti o per operazioni rilevanti.
  • Documentazione bancaria e trasferimenti vanno prodotti e documentati in modo chiaro (estratti conto, evidenza dei versamenti e della destinazione delle somme); la mera enunciazione di bonifici o di avvenute vendite senza dimostrarne la destinazione e l'effettivo impiego non è in genere idonea a ribaltare la valutazione dei giudici di merito.
  • Quando si allegano atti prodotti in sede di consiglio tecnico o supplementi di consulenza, è essenziale allegare i documenti rilevanti nel ricorso di legittimità o descriverne puntualmente il contenuto decisivo per consentire alla Corte di Cassazione di verificare la rilevanza ai fini della motivazione.

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