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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37020/2023 del 08/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti proponevano cinque motivi di cassazione: (1) violazione del diritto di difesa per mancata valutazione dell'impedimento e della mancata partecipazione all'udienza; (2) violazione del principio di correlazione tra imputazione e decisione e contestata qualificazione come amministratori di fatto per il periodo successivo al subentro di Binetti; (3) omessa assunzione di prova decisiva (esame degli imputati e acquisizione di documenti allegati all'appello); (4) vizio di motivazione per presunta illogicità nella ricostruzione che individuava Binetti come "testa di legno" e nella mancata audizione/attività del curatore nei confronti dei ricorrenti; (5) omessa dichiarazione di estinzione per prescrizione del reato di bancarotta semplice (aggravamento del dissesto) intervenuta prima della sentenza di appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto i primi quattro motivi ritenendoli infondati o inammissibili: gli impedimenti dedotti non erano assoluti/effettivi; la qualificazione degli imputati come amministratori di fatto risultava compatibile con la contestazione per concorso di persone; la mancata assunzione dell'esame degli imputati e di alcuni documenti non costituiva prova decisiva secondo la giurisprudenza e mancava la richiesta formale ex art. 495 c.p.p.; le censure sulla motivazione non evidenziavano manifesta illogicità. Il quinto motivo è stato accolto: il reato di bancarotta semplice prefallimentare si prescrive a decorrere dalla dichiarazione di fallimento; in mancanza di cause di sospensione il termine (7 anni e 6 mesi) era decorso prima della sentenza di appello. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente all'imputazione di cui agli artt. 217 e 224 legge fallimentare (estinzione del reato per prescrizione) e ha rinviato alla Corte territoriale per rideterminare il trattamento sanzionatorio alla luce dell'estinzione, rigettando il resto del ricorso.

Norme richiamate

  • Costituzione, art. 24

    Riferita al diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, non sia stata lesa perché gli imputati hanno potuto difendersi efficacemente nel corso del processo

  • Codice di procedura penale, art. 173 disp. att.

    Richiamato in ordine alla formulazione sintetica dei motivi nei ricorsi per cassazione

  • Codice di procedura penale, art. 178

    Richiamato tra le norme a fondamento delle censure processuali relative alla partecipazione alle udienze e agli impedimenti

  • Codice di procedura penale, art. 420-ter

    Invocato nell'ambito delle garanzie processuali ma non ritenuto violato alla luce della valutazione sull'effettività degli impedimenti

  • Codice di procedura penale, art. 520

    Richiamato nell'analisi del principio di correlazione tra contestazione e decisione; la Corte ha applicato i principi di giurisprudenza che consentono una valutazione complessiva della corrispondenza tra imputazione e sentenza

  • Codice di procedura penale, art. 521

    Norma sui casi in cui il fatto emerso dall'istruttoria sia diverso da quello contestato; richiamata per spiegare i limiti della trasformazione del fatto ai fini della violazione del diritto di difesa

  • Codice di procedura penale, art. 522

    Richiamato insieme all'art. 521 per i casi di sentenza relativa a fatto diverso e per il principio di correlazione tra imputazione e decisione

  • Codice di procedura penale, art. 495

    Citato rispetto alla necessità di avere richiesto l'ammissione di mezzi di prova in primo grado per poter censurare la mancata acquisizione in cassazione; la Corte ha ritenuto preclusa la doglianza se non era stata svolta la formale richiesta ex art. 495

  • Codice di procedura penale, art. 507

    Richiamato in relazione ai poteri discrezionali del giudice di merito di integrare l'istruttoria d'ufficio; la mancata integrazione rientra nei poteri del giudice quando la prova non è necessaria

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. d)

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione relativi all'omessa assunzione di una prova decisiva; la Corte ha affermato che il motivo è manifestamente infondato laddove la prova non è stata chiesta secondo le regole o non risulta decisiva

  • Legge fallimentare, art. 216, comma 1, n. 2

    Richiamata nella definizione del reato di bancarotta fraudolenta documentale; la Corte ha precisato che il bilancio non rientra nella nozione di "libri" e "scritture contabili" ai fini della fattispecie

  • Legge fallimentare, art. 217

    Riferita all'imputazione di bancarotta semplice prefallimentare per omissione (aggravamento del dissesto); la Corte ha annullato le statuizioni relative a questa fattispecie per prescrizione

  • Legge fallimentare, art. 223

    Richiamata in relazione alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale; la Corte ha valutato la sussistenza del dolo e la coerenza delle deduzioni fattuali rispetto alla contestazione

  • Legge fallimentare, art. 224

    Collegata alla bancarotta semplice; la Corte ha stabilito che la prescrizione di tale reato decorre dalla dichiarazione di fallimento

  • Codice civile, artt. 2241 (citato nel testo come artt. 2241, commi 1 e 2)

    Citazione volta a distinguere fra scritture obbligatorie e documenti quali il bilancio; utilizzata per escludere il bilancio dalla nozione di scritture obbligatorie ai fini del reato documentale

  • Decreto-legge n. 137/2020, art. 23 comma 8 (e successive proroghe/modifiche)

    Richiamato in ordine alla disciplina della trattazione dei ricorsi con intervento delle parti (norme temporanee organizzative del processo)

Massime di principio

  • L'impedimento a partecipare a un'udienza è rilevante solo se assoluto, effettivo e non dominabile dall'imputato; assenze determinate da scelte non comprovate non giustificano automaticamente un rinvio
  • La qualificazione di amministratore di fatto può essere ritenuta compatibile con la contestazione originaria se sussiste un nucleo comune dei fatti contestati (principio di correlazione tra imputazione e decisione); la trasformazione del fatto deve essere radicale per configurare violazione del diritto di difesa
  • La mancata assunzione dell'esame dell'imputato o di documenti non costituisce di per sé omissione di prova decisiva ai sensi dell'art. 606 c.p.p., salvo che sia dimostrata la loro effettiva decisività e che siano state richieste secondo le forme previste (es. art. 495 c.p.p.)
  • Per censurare la motivazione del giudice di merito è necessario dimostrare una manifesta illogicità o contraddittorietà; valutazioni di fatto e apprezzamenti sulla credibilità delle prove spettano al giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo se manifestamente illogici
  • In tema di reati prefallimentari (bancarotta semplice/ aggravamento del dissesto), la prescrizione decorre dalla dichiarazione di fallimento (sentenza di fallimento) e non dalle singole condotte precedenti; se la prescrizione è maturata prima della sentenza di merito rilevante, il reato va dichiarato estinto con conseguenze sul trattamento sanzionatorio
  • Se una parte del titolo di responsabilità penale viene estinta per prescrizione, il giudice di merito chiamato a rivedere la sanzione deve rideterminare il trattamento tenendo conto della perdita di rilevanza delle circostanze valutate nella sentenza poi annullata per estinzione

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