Cassazione Penale, Sentenza n. 36999/2023 del 08/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 495 cod. pen., sostenendo che le dichiarazioni rese al personale della Polizia locale, usate in giudizio come prova, fossero inutilizzabili. Il primo motivo deduceva violazione degli artt. 63 e 350 c.p.p.: la difesa affermava che, al momento dell'ascolto, Plebani era già indagata per appropriazione indebita in conseguenza di denuncia-querela della cognata, pertanto gli agenti avrebbero dovuto informarla dei suoi diritti e non procedere con sommarie informazioni. Il secondo motivo denunciava vizio di motivazione perché, secondo la difesa, il verbale stesso attesterebbe che la Polizia locale fosse edotta della querela e che il verbale contenente le dichiarazioni sarebbe stato redatto come atto investigativo ai sensi dell'art. 351 c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici, aspecifici e reiterativi di censure già disattese in appello. Il Collegio ha condiviso la valutazione della Corte territoriale che non risultava dimostrata la conoscenza, da parte degli agenti della Polizia locale, della denuncia-querela presentata in altra sede e in data diversa; ha inoltre rilevato che le dichiarazioni della ricorrente erano rese nel contesto di una legittima richiesta di restituzione del veicolo e rientrano nell'ordinaria attività di polizia giudiziaria, non essendo state acquisite in violazione delle garanzie di cui agli artt. 63 e 350 c.p.p. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 495 cod. pen.
Norma del codice penale applicata per la responsabilità dell'imputata: condanna per la falsità delle attestazioni rese circa lo stato della proprietaria del veicolo (dichiarazione falsa sulla suocera).
art. 63 cod. proc. pen.
art. 63, comma 2 cod. proc. pen.
Disposizione che regola l'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dall'imputato se rese in mancanza delle garanzie previste; la Corte ha ritenuto che non ricorressero i presupposti per l'applicazione dell'art. 63 perché non risultava provata la qualifica di indagato nota agli agenti al momento dell'ascolto.
art. 350 cod. proc. pen.
Norma che fissa le formalità e garanzie per le sommarie informazioni testimoniali; la Corte ha ritenuto non sussistente la violazione perché le dichiarazioni erano contestualizzate come istanza per il rilascio del veicolo e non come atto investigativo soggetto alle forme previste dall'art. 350.
art. 351 cod. proc. pen.
Regola l'ascolto di persone informate dei fatti. La difesa sosteneva che la ricorrente avrebbe dovuto essere trattata quale persona informata ai sensi di questo articolo; la Corte ha ritenuto che non emergesse prova che l'atto fosse redatto in tale veste o che gli agenti fossero a conoscenza di indagini pregresse.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione ai limiti dell'impugnazione in Cassazione; il ricorso è stato presentato nei limiti richiesti e i motivi esaminati risultano comunque manifestamente infondati.
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020, conv. con l. n. 176/2020
Normativa sui casi di trasmissione delle conclusioni scritte del Procuratore generale; richiamata per la regolarità della trasmissione della requisitoria scritta del Sostituto Procuratore generale.
Massime di principio
- Perché le dichiarazioni rese alla Polizia locale siano dichiarate inutilizzabili per violazione degli artt. 63 e 350 c.p.p. è necessario provare in modo specifico e documentato che gli agenti fossero consapevoli dello stato di indagato della persona ascoltata; mere affermazioni generiche non sono sufficienti.
- Il contesto fattuale (date, sedi in cui sono state presentate denunce o verbalizzazioni, e comunicazioni formali) è determinante: differenze temporali e territoriali possono escludere che gli agenti avessero conoscenza di indagini pregresse.
- La richiesta di rilascio di un bene (es. un veicolo intestato a terzi) rientra nel normale esercizio dei compiti di polizia locale; le dichiarazioni rese in tale contesto possono essere utilizzate se non emergono elementi che provino trattarsi di un atto investigativo sottoposto a garanzie particolari.
- Un verbale che riporta il narrato dell'interessato non prova di per sé che il pubblico ufficiale fosse a conoscenza di una precedente denuncia querela; la difesa deve produrre elementi oggettivi che dimostrino tale conoscenza.
- In sede di impugnazione in Cassazione, le censure procedurali devono essere formulate in modo specifico e supportate da riferimenti probatori: censure ripetitive o aspecifiche saranno dichiarate manifestamente infondate.
- Se si intende far valere l'inutilizzabilità di dichiarazioni per carenza di garanzie, è consigliabile acquisire documentazione formale circa l'esistenza e la tempestiva comunicazione di procedimenti a carico dell'interessato (verbali, note di notifica, atti di indagine) per dimostrare la conoscenza degli operanti.
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