Cassazione Penale, Sentenza n. 43553/2022 del 16/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che li ha ritenuti responsabili, in concorso, di associazione a delinquere finalizzata a truffa, esercizio abusivo del credito e sostituzione di persona; Speroni deduceva carenza dell'elemento soggettivo dell'associazione e contestava il riconoscimento della recidiva qualificata (richiamando l'estinzione di precedenti patteggiamenti ai sensi dell'art. 445 c.p.p.); Perego lamentava vizio di motivazione e insufficienza probatoria circa la sua partecipazione consapevole al sodalizio, sostenendo che la presenza a convention e l'uso di un alias non dimostravano organicità o consapevolezza dei reati fine, e impugnava anche la configurazione del reato di esercizio abusivo del credito e della sostituzione di persona.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso di Perego, confermando la sua responsabilità e le relative condanne e sanzioni (compresa condanna al pagamento delle spese e pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende); per Speroni ha invece annullato la sentenza limitatamente al riconoscimento della recidiva reiterata (ritenuta erronea alla luce dei termini di estinzione del reato da sentenza di patteggiamento ai sensi dell'art. 445 c.p.p.), e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per rideterminare il trattamento sanzionatorio in relazione a tale profilo; per il resto ha dichiarato inammissibile il ricorso di Speroni e resa irrevocabile l'affermazione di responsabilità. Entrambi gli imputati sono stati condannati in solido alla rifusione delle spese di parte civile e sono state liquidate specifiche somme a favore delle parti civili indicate in sentenza.
Norme richiamate
La Corte rileva che l'estinzione degli effetti penali derivante da una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) decorre dal passaggio in giudicato e opera ipso iure al verificarsi dei termini; ciò può escludere il precedente ai fini della recidiva, se il decorso temporale richiesto è avvenuto
La giurisprudenza richiamata e la Corte confermano che l'attribuzione a sé di un falso nome, anche di persona immaginaria, quando è funzionale a indurre in errore e a ottenere credibilità presso le vittime, integra il reato di sostituzione di persona
In tema di concorso e associazione a delinquere la Corte valuta la partecipazione tenendo conto di atti concreti e della consapevolezza: contributi organizzativi, ruolo fittizio usato per ottenere fiducia, partecipazione a riunioni e gestione dei procacciatori sono stati ritenuti idonei a provare la consapevolezza e la partecipazione al sodalizio
La truffa come reato fine è stata accertata in relazione alla promozione e vendita di inesistenti prodotti di investimento; la Corte ha ritenuto le deposizioni e le intercettazioni, nonché altri elementi materiali, sufficienti a sostenere la responsabilità per truffa
Richiamata nella valutazione della pericolosità e della recidiva; la Corte ha confermato che recidive e precedenti rilevano purché non estinti secondo le regole di legge e in relazione ai termini di decorrenza
Norme impiegate nel giudizio di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti e nella determinazione della pena: la Corte ha valutato le circostanze attenuanti/agggravanti e rideterminato il trattamento sanzionatorio ove necessario
Richiamate rispetto alla determinazione complessiva della pena e alla contestazione di eccessività: la Corte ha ritenuto congrua la pena determinata, tenuto conto del numero delle vittime e dell'entità del danno
art. 416 cod. pen. (associazione a delinquere)
La Corte ha valorizzato elementi sintomatici di organizzazione e di finalità comune per reati predeterminati, ritenendo sufficiente la prova di ruoli e comportamenti coordinati anche se non tutti gli associati svolgevano identico apporto materiale
Massime di principio
- La qualificazione della partecipazione ad un'associazione a delinquere richiede prove di consapevolezza e di contributo organizzato: non basta la mera presenza occasionale, ma vanno valutati ruolo, funzioni svolte (es. reclutamento, coordinamento), uso di identità per ottenere credibilità e atti concretamente funzionali al progetto criminoso
- L'uso di un alias o la falsa attribuzione di qualità professionali può integrare il reato di sostituzione di persona anche se il nome attribuito non corrisponde a persona realmente esistente, quando ciò sia strumentale ad ingannare le vittime
- Il reato di esercizio abusivo del credito può essere configurato anche in forma concorsuale quando un soggetto, pur non svolgendo tutti gli atti tipici dell'intermediazione, fornisce un contributo organizzativo o di rappresentanza che agevola la raccolta illecita di risparmio
- La rilevanza dei precedenti penali ai fini della recidiva dipende dalla sopravvivenza degli effetti penali: una sentenza di patteggiamento può vedere estinti gli effetti ai sensi dell'art. 445 c.p.p. dopo i termini previsti, sicché per la valutazione della recidiva è fondamentale il computo temporale del passaggio in giudicato e della commissione dei reati successivi
- In sede di impugnazione va chiaramente contestata e motivata la valutazione probatoria della Corte: censure generiche o rielaborazioni alternative del fatto sono spesso dichiarate inammissibili o infondate se la motivazione di merito è congrua e ancorata a elementi probatori concreti
- Quando una parte ottiene una modifica limitata (es. annullamento solo sul profilo della recidiva), il giudice di rinvio dovrà riesaminare esclusivamente quel profilo e il relativo trattamento sanzionatorio, senza rimettere in discussione gli elementi di responsabilità già dichiarati irrevocabili
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