Cassazione Penale, Ordinanza n. 35126/2026 del 01/10/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (parte pubblica)
La controversia
La ricorrente ha impugnato per cassazione la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 9 dicembre 2025, che, riformando parzialmente la decisione del G.u.p. del Tribunale di Ravenna, l'aveva assolta dal reato relativo alla detenzione di armi e aveva rideterminato la pena per il residuo reato di concorso nella detenzione illecita di stupefacenti in quattro anni, tre mesi e venti giorni di reclusione ed euro 21.000 di multa. Con l'unico motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione quanto all'affermazione di responsabilità, contestando che la relazione di convivenza con il coimputato e la comune disponibilità dell'abitazione potessero dimostrare il suo contributo consapevole. Ha sostenuto, in particolare, che la Corte territoriale avesse valutato incongruamente tali elementi. La sentenza riferisce che il contributo ritenuto significativo consisteva nella messa a disposizione dell'abitazione e dell'autovettura in favore del coimputato, nella consapevolezza che questi detenesse stupefacente in tali luoghi e mezzi.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura, pur formulata come violazione di legge e vizio motivazionale, sollecitasse una diversa lettura delle prove, preclusa in sede di legittimità, e non individuasse una manifesta frattura logica nella motivazione d'appello. Quest'ultima aveva spiegato in modo non manifestamente illogico che la consapevole messa a disposizione dell'abitazione e dell'autovettura costituiva un contributo significativo al reato, non riducibile a convivenza inconsapevole o presenza passiva. È stata inoltre esclusa la contraddittorietà rispetto all'assoluzione per la detenzione delle armi: la Corte d'appello aveva distinto tale addebito, per il quale mancavano elementi univoci sulla consapevole disponibilità delle armi, dalla detenzione dello stupefacente, per la quale la disponibilità della casa e dell'auto assumeva rilievo. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
la messa a disposizione dell'abitazione e dell'autovettura in favore del Sula Fatos, nella consapevolezza della detenzione dello stupefacente da parte di quest'ultimo nei suddetti ambienti, integrasse un significativo contributo da parte della ricorrente, non riducibile a mera convivenza inconsapevole o a presenza passiva.
Il concorso è ravvisabile nel contributo consapevole consistente nel mettere a disposizione luoghi e mezzi utilizzati per la detenzione dello stupefacente; non si tratta di una mera convivenza inconsapevole o di una presenza passiva.
La sentenza impugnata ha esaminato gli elementi indicati dalla difesa e, con motivazione non manifestamente illogica, ha spiegato perché la messa a disposizione dell'abitazione e dell'autovettura in favore del Sula Fatos, nella consapevolezza della detenzione dello stupefacente da parte di quest'ultimo nei suddetti ambienti, integrasse un significativo contributo da parte della ricorrente, non riducibile a mera convivenza inconsapevole o a presenza passiva.
La detenzione illecita di stupefacenti può essere ascritta a titolo di concorso a chi, consapevole della detenzione, apporti un contributo significativo mettendo a disposizione abitazione e autovettura.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione non è consentito ottenere una nuova lettura delle risultanze probatorie o una ricostruzione alternativa dei fatti; il controllo è limitato alla correttezza giuridica e alla tenuta logica della decisione di merito.
- La consapevole messa a disposizione di un'abitazione o di un'autovettura, sapendo che vi è detenuto stupefacente, può integrare un contributo significativo al reato in concorso e non è necessariamente riconducibile a una mera convivenza inconsapevole o a una presenza passiva.
- Non è contraddittorio per il giudice di merito valutare diversamente la consapevole disponibilità di sostanze stupefacenti e quella di armi, quando gli elementi probatori siano distinti e la motivazione spieghi la diversa conclusione.
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