Cassazione Penale, Sentenza n. 32569/2026 del 01/09/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha preso atto dell'intervenuta remissione di querela e della relativa accettazione, dichiarando estinto il reato. Di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato e ha condannato il querelato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.
Esito
Favorevole al ricorrente (imputato)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello, sezione distaccata di Sassari, che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Tempio Pausania per il reato di lesioni personali stradali di cui all'art. 590-bis c.p., oltre alla sanzione amministrativa accessoria. Con il ricorso ha dedotto l'intervenuta remissione della querela da parte della persona offesa e l'accettazione della remissione da parte dell'imputato. La Corte ha rilevato che, nelle more del giudizio, il reato si è estinto per effetto della remissione di querela.
Norme richiamate
Norma incriminatrice per lesioni personali stradali, reato per il quale l'imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio.
La Corte lo richiama quale base per la condanna del querelato al pagamento delle spese processuali conseguente alla remissione della querela.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio di cassazione, intervengono la remissione della querela da parte della persona offesa e l'accettazione da parte dell'imputato, il reato procedibile a querela si estingue e la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio per estinzione del reato.
- L'estinzione del reato per remissione della querela non impedisce la condanna del querelato al pagamento delle spese processuali, secondo quanto previsto dall'art. 340, comma 4, c.p.p.
Come è indicizzato
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