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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23008/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la responsabilità per un fatto di investimento stradale con omissione di soccorso, deducendo violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., oltre a motivazione apparente e contraddittoria e travisamento delle risultanze probatorie in punto di gravità del fatto. Sostiene che la valutazione di merito avrebbe errato nel ritenere non tenue la condotta, mentre la memoria successiva insiste per l'ammissibilità del ricorso e la rimessione alla sezione competente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i motivi riproducessero censure già esaminate e disattese dal giudice di merito e, quanto alla doglianza sul travisamento della prova, che mirassero a una rivalutazione del materiale istruttorio estranea al giudizio di legittimità. Ha inoltre reputato manifestamente infondato il motivo sull'art. 131-bis c.p., perché la Corte territoriale aveva motivato in modo logico e sufficiente il diniego valorizzando le modalità della condotta, l'intensità del dolo e l'entità del pericolo, anche alla luce dell'atteggiamento dell'imputato dopo il sinistro e del mancato soccorso alla vittima. Conseguentemente, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva della concreta offesa; può essere esclusa quando emergano elementi di gravità preponderanti, senza necessità di esaminare in modo analitico tutti i criteri se quelli rilevanti sono già sufficienti a fondare il diniego.

  • art. 133 comma 1 n. 1 c.p.

    Le modalità della condotta sono criteri rilevanti per valutare la gravità complessiva del fatto ai fini dell'art. 131-bis c.p.

  • art. 133 comma 1 n. 2 c.p.

    L'entità del pericolo cagionato è criterio rilevante per il giudizio di tenuità/offensività del fatto.

  • art. 133 comma 1 n. 3 c.p.

    L'intensità del dolo è elemento valorizzabile per escludere la particolare tenuità del fatto.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini dell'applicazione dell'art. 131-bis c.p. il giudice deve compiere una valutazione complessiva della fattispecie concreta, considerando congiuntamente modalità della condotta, grado di colpevolezza ed entità del danno o del pericolo.
  • Non è necessario che la motivazione del diniego di particolare tenuità prenda in esame tutti i criteri astrattamente previsti dall'art. 133 c.p., essendo sufficiente l'indicazione di quelli ritenuti decisivi e preponderanti nel caso concreto.
  • Il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione del compendio probatorio né una rilettura alternativa delle emergenze di merito, salvo specifica individuazione di un effettivo travisamento di risultanze processuali.
  • La condotta successiva al fatto, quando denoti indifferenza verso le conseguenze dell'azione e mancato soccorso alla persona offesa, può essere sintomatica di maggiore gravità e di un'intensità del dolo incompatibile con la particolare tenuità del fatto.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese e, in assenza di colpa nella causa di inammissibilità, anche al pagamento della sanzione pecuniaria processuale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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