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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34993/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'omessa applicazione della sanzione amministrativa accessoria e ha rinviato la questione ad altro giudice del Tribunale di Teramo, perché determini e applichi la sanzione nella misura prevista dalla legge esercitando il relativo potere discrezionale. Decisione emessa il 13 settembre 2022.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per saltum avverso la sentenza ex art. 444 cod. proc. pen. che aveva applicato la pena concordata per il reato di cui all'art. 590 bis cod. pen.; il Procuratore Generale denunciava la violazione dell'art. 222 del D.lvo 30 aprile 1992 n. 285 (Codice della Strada) per avere il Tribunale omesso di applicare la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o revoca della patente di guida.

Norme richiamate

  • art. 444 c.p.p.

    Disciplina della applicazione della pena su richiesta delle parti (cd. patteggiamento); la pronuncia ai sensi dell'art. 444 non esime il giudice dall'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie previste dalla normativa sulla circolazione stradale.

  • art. 590 bis c.p.

    Reato contestato (lesioni personali stradali); la condanna o l'applicazione della pena per questo reato attiva l'operatività delle sanzioni amministrative accessorie previste dall'art. 222 C.d.S.

  • D.lvo 30 aprile 1992 n.285, art. 222, comma 2

    Prevede che all'accertamento di reati in materia di circolazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione o revoca della patente; l'omissione di tale applicazione integra vizio della sentenza penale.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 88 del 2019

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della parte della norma che impediva al giudice, nei casi di applicazione della pena su richiesta delle parti per i reati di cui agli artt. 589 bis e 590 bis, di disporre la sospensione della patente in alternativa alla revoca quando non ricorrono le circostanze aggravanti; ciò ha riconosciuto la possibilità di adottare la sospensione nei casi non aggravati.

Massime di principio

  • La sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.) non esonera il giudice dall'applicare le sanzioni amministrative accessorie previste dalla normativa speciale (es. art. 222 C.d.S.); l'omissione è vizio correggibile con annullamento parziale e rinvio.
  • In reati stradali (art. 589 bis, 590 bis c.p.) il giudice deve valutare e applicare la misura accessoria sulla patente: può disporre la sospensione o la revoca secondo i presupposti normativi e, alla luce della giurisprudenza costituzionale, può scegliere la sospensione come alternativa alla revoca nei casi non aggravati.
  • Il pubblico ministero può proporre ricorso per saltum quando ritiene che la sentenza abbia omesso l'applicazione di sanzioni obbligatorie o abbia violato norme sostanziali o procedurali rilevanti.
  • L'annullamento disposto dal giudice d'appello può essere limitato alla sola violazione contestata (qui: omissione della sanzione amministrativa) senza toccare l'intera decisione di merito, con rinvio per il solo accertamento e applicazione della sanzione mancante.
  • In fase di patteggiamento occorre esplicitare e verificare anche gli effetti amministrativi della condanna (es. provvedimenti sulla patente) per evitare nullità o annullamenti parziali successivi.

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