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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33918/2021 del 12/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il motivo non accoglibile perché privo dell'indispensabile specificazione e riproduzione dei documenti su cui la censura si fondava, con conseguente impossibilità per il Collegio di controllare l'asserito errore del Giudice di pace. Non essendovi difese dell'intimato, nessuna statuizione è stata adottata sulle spese. Il ricorso è stato quindi rigettato.

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La ricorrente ha impugnato in cassazione l'ordinanza del Giudice di pace di Bergamo che aveva respinto il ricorso contro il decreto di espulsione emesso dal Prefetto della provincia di Bergamo il 24 ottobre 2018. Con l'unico motivo ha denunciato violazione dell'art. 19, comma 2, lett. c, del T.U. immigrazione in relazione all'art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., sostenendo che il Giudice di pace avesse erroneamente ritenuto non provati sia il rapporto di parentela con il nonno, cittadino italiano, sia il requisito della convivenza con quest'ultimo. La censura è stata però formulata senza trascrivere nel ricorso i documenti asseritamente prodotti nel giudizio di merito e senza allegarli in modo idoneo, sicché la Corte non ha potuto verificare la fondatezza della doglianza; quanto alla convivenza, la ricorrente ha richiamato atti e dichiarazioni formati in altro procedimento e documentazione clinica, senza dimostrare che fossero stati depositati nel presente giudizio.

Norme richiamate

  • art. 19, comma 2, lett. c, D.Lgs. 286/1998

    È la norma invocata dalla ricorrente come limite all'espulsione in presenza di rapporto familiare e convivenza con cittadino italiano; la Corte non entra nel merito della sua applicazione, ma rileva che la doglianza non è scrutinabile per difetto di specifica allegazione dei documenti.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È il parametro formale del motivo di ricorso per cassazione dedotto come violazione di legge.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione fondato su errori di valutazione relativi a fatti documentali, la parte deve trascrivere o comunque specificamente indicare e allegare i documenti su cui fonda la censura, altrimenti il motivo è inidoneo a consentire il controllo di legittimità.
  • La Corte di cassazione non può rivalutare il merito in assenza di un puntuale corredo documentale nel ricorso, perché il sindacato di legittimità richiede che il vizio denunciato sia verificabile direttamente dagli atti richiamati.
  • Quando la parte invoca un'esenzione dall'espulsione basata su parentela e convivenza con cittadino italiano, la prova dei relativi presupposti deve risultare in modo specifico dagli atti del giudizio; il richiamo generico a documenti o ad altro procedimento non consente l'accoglimento della censura.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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