Cassazione Penale, Sentenza n. 22284/2023 del 23/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna per il reato di commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444 c.p.), contestando: 1) l'assenza di prova che la merce sequestrata fosse destinata al commercio; 2) l'insufficiente attenzione alla conservazione e alla catena di custodia dei campioni (assenza di verbali delle operazioni di conservazione, trasporto affidato a ditta non nota, possibile contaminazione successiva al sequestro) e al tempo intercorso tra sequestro e analisi; 3) la mancanza dell'elemento soggettivo (consapevolezza) circa la natura e lo stato della merce, non essendo provata la consapevolezza dell'imputato della presenza e qualità della merce nel furgone.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità dei motivi: i profili dedotti ripetevano argomentazioni già esaminate e ritenute infondate dai giudici di merito e non contestavano adeguatamente i punti decisivi della motivazione della Corte d'appello. La Cassazione ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente valorizzato elementi quali l'ingente quantitativo di merce (circa 250 kg), il confezionamento in 282 sacchetti, l'assenza di documentazione di trasporto, la mancanza di bolli sanitari ed etichette e le condizioni di conservazione non idonee (temperatura), che depongono per destinazione alla distribuzione e per la consapevolezza dell'imputato. Ha inoltre ritenuto valida la catena di custodia dei campioni, osservando che ogni sacchetto era stato riposto in apposita busta anti-manomissione al momento del sequestro, il che escludeva che la contaminazione fosse avvenuta successivamente. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma che punisce il commercio di sostanze alimentari nocive; applicata come fattispecie contestata per la detenzione ai fini di commercio di carne contaminata da Listeria. La Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi materiali e, per presunzione logica dai fatti concreti (quantità, confezionamento, veicolo commerciale), anche l'elemento soggettivo richiesto.
Richiamato come principio di concorso di persone nel reato (concorso di Sangermano Gino con il ricorrente). La sentenza ha giudicato sussistente il concorso sulla base della partecipazione al trasporto e alla detenzione per il commercio.
Norma relativa ai mezzi di prova e alla loro allegazione; evocata nel motivo relativo alla presunta mancata prova della destinazione al commercio. La Corte ha ritenuto invece che la documentazione istruttoria e il verbale di sequestro fornivano adeguata prova.
art. 591 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.
Richiamato nel ragionamento sulla specificità del ricorso per cassazione: la mancanza di specificità dei motivi di impugnazione comporta inammissibilità del ricorso ai sensi di tale disposizione.
Norma invocata per la condanna alle spese del procedimento e per il versamento alla Cassa delle ammende; la Corte ha disposto l'addebito e la sanzione pecuniaria deterrente nei confronti del ricorrente in ragione dell'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Per la Corte di cassazione il ricorso deve essere specifico: indicare i punti determinati della decisione impugnata e spiegare le ragioni delle censure con riferimento puntuale alla motivazione impugnata; la genericità o la riproposizione di argomenti già valutati dal giudice del merito porta all'inammissibilità.
- In reati contro la salute pubblica la valutazione del giudice di merito può fondarsi su elementi indiziari di tipo oggettivo (quantitativo della merce, confezionamento, tipologia del veicolo, mancanza di documentazione e bolli sanitari, condizioni di conservazione) per desumere la destinazione al commercio e la consapevolezza dell'imputato.
- La catena di custodia e le cautele adottate al momento del sequestro (ad es. riposizionamento dei singoli sacchetti in buste anti-manomissione) assumono rilevanza decisiva per escludere ipotesi di contaminazione successiva; dubbi ipotetici sulla possibile contaminazione post-sequestro, se non sorretti da elementi concreti, non prevalgono sulla valutazione dei giudici di merito.
- La Cassazione non è sede per ricostruzioni alternative dei fatti basate su mere ipotesi: essa verifica la corretta applicazione del diritto e la logicità della motivazione, non riequilibra le valutazioni probatorie già compiute dai giudici di merito salvo vizio di diritto o palese illogicità.
- Sull'elemento soggettivo, la consapevolezza può essere desunta anche per via presuntiva da circostanze fattuali (tipo di mezzo, quantità e modalità di confezionamento della merce, necessità di più persone per carico/scarico) se l'imputato non fornisce una plausibile ricostruzione alternativa.
- Chi propone ricorso in cassazione rischia, in caso di inammissibilità per carenza di specificità, la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi essenziale valutare attentamente la fondatezza formale e sostanziale del gravame prima di proporlo.
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