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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24006/2022 del 22/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza territoriale relativo a un procedimento contro Foletti Giampietro, Genzone Alessandro, La Scala Arnaldo, Realini Gilberto Pio e Visentin Bruna per reati tra cui riciclaggio aggravato e bancarotta fraudolenta. Il GUP di Como aveva escluso in udienza preliminare l'aggravante ex art. 61-bis cod. pen. rispetto al reato di riciclaggio, ritenendo conseguentemente di non essere competente e trasmettendo gli atti ad Alessandria. Il Tribunale di Alessandria, invece, ha ritenuto che la competenza dovesse essere valutata con riferimento all'imputazione originaria (con l'aggravante) e alle regole sulla connessione e sul reato più grave, sollevando conflitto di competenza.

La decisione

Il Collegio ha accolto il ricorso del Tribunale di Alessandria e ha dichiarato competente a decidere il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Como. La Corte ha ritenuto fondate le argomentazioni del Tribunale di Alessandria: va applicato l'art. 16 cod. proc. pen. (competenza per il reato piu grave), l'aggravante contestata sin dall'origine ex art. 61-bis non poteva essere irrimediabilmente esclusa in modo da spogliare di competenza il GUP di Como, e per i reati con segmento estero si applicano art. 6 cod. pen., art. 10 e art. 9, comma 3, cod. proc. pen. Pertanto gli atti sono trasmessi al GUP di Como.

Norme richiamate

  • art. 61-bis cod. pen.

    Aggravante della transnazionalità contestata sin dall'origine al reato di riciclaggio; la sua contestazione iniziale incide sulla determinazione della gravità del reato e quindi sulla competenza territoriale. L'esclusione successiva in udienza preliminare non modifica retroattivamente la competenza se l'azione penale è stata originariamente formulata con l'aggravante.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Stabilisce che, fra reati connessi, la competenza territoriale si determina in relazione al reato piu grave. Qui applicato per attrarre tutti i reati connessi alla competenza del giudice del reato più grave.

  • art. 12 lett. b) e 12 lett. c) cod. proc. pen.

    art. 12 lett. b) e c) c.p.p.

    Permettono di individuare connessioni fra reati per attrarre reati meno gravi alla competenza del giudice del reato piu grave (lett. b) per connessione, lett. c) per pluralità di imputati), impiegate per giustificare l'aggregazione delle posizioni processuali.

  • art. 6 cod. pen.

    Regola la punibilità dei reati commessi all'estero e rileva per identificare il criterio di territorialità da applicare quando la prima condotta significativa è avvenuta all'estero.

  • art. 10 cod. proc. pen.

    Indica la regola di determinazione della competenza per reati commessi all'estero con riferimento all'ultimo segmento della condotta in Italia; applicato insieme ad art. 6 c.p. e art. 9 c.p.p.

  • art. 9 cod. proc. pen.

    art. 9 c.p.p. commi 1 e 3

    Il comma 1 individua il luogo dell'ultimo segmento della condotta se noto; il comma 3 stabilisce che, se non è possibile determinare il luogo, la competenza spetta al giudice del luogo dove ha sede l'Ufficio del pubblico ministero che per primo ha iscritto la notizia di reato. Nel caso in esame, l'ultimo segmento in Italia è stato individuato nella presentazione della fattura alla dogana di Ponte Chiasso e, in alternativa, nella sede dell'ufficio PM che ha iscritto la notizia di reato (Como).

  • art. 423 cod. proc. pen.

    Riguarda i casi tassativi di riunione o separazione delle cause: il Tribunale di Alessandria ha ritenuto che l'operazione di esclusione dell'aggravante non rientrasse nelle ipotesi previste da tale norma.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Regola l'iscrizione della notizia di reato nel registro delle notizie di reato; ai fini della competenza territoriale per reati con segmento estero può rilevare quale ufficio PM ha iscritto per primo la notizia, ai sensi di art. 9 comma 3 c.p.p.

Massime di principio

  • Quando più reati sono connessi e attribuiti a piu imputati, la competenza territoriale si determina in relazione al reato piu grave (art. 16 c.p.p.); reati meno gravi connessi seguono la competenza di quello piu grave.
  • Se un'aggravante rilevante per la determinazione della gravità del reato è stata contestata fin dall'origine, la sua esclusione successiva in udienza preliminare non determina automaticamente la perdita di competenza del giudice originariamente competente; bisogna considerare la fase in cui è avvenuta l'eventuale ritrattazione e la irretrattabilità dell'azione penale.
  • Per reati con atti anche all'estero, applicare art. 6 c.p. e art. 10 e 9 c.p.p. per individuare l'ultimo segmento della condotta in Italia: quel luogo determina la competenza. Se il luogo non è noto, il criterio di supplenza prevede il giudice della residenza/dimora/domicilio o, in mancanza, il giudice della sede dell'ufficio PM che ha iscritto per primo la notizia di reato (art. 9 c.p.p., comma 3).
  • Le questioni di competenza si risolvono valutando sia le imputazioni originarie che gli atti processuali successivi; decisioni interlocutorie del PM o del GUP che modificano l'imputazione non eliminano automaticamente i criteri di competenza stabiliti dalle norme e dalla giurisprudenza.
  • In caso di incertezza sul luogo di consumazione o su quale evento sia rilevante per la competenza, dare priorità alla ricostruzione fattuale del 'primo' o 'ultimo' segmento rilevante e al momento in cui la notizia di reato è stata iscritta per individuare l'ufficio PM competente.

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