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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1307/2025 del 20/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia verteva sulla tassazione (e conseguente ritenuta/ritenute erariali) delle somme ricevute a titolo di indennità di occupazione e di esproprio: la ricorrente chiedeva il rimborso in quanto i terreni interessati erano ricadenti in zona H (sottozona della F) e, quindi, non nelle zone omogenee A, B, C, D. La questione giuridica principale riguardava l'interpretazione comparata dell'art. 11 legge n. 413/1991 e dell'art. 35 del t.u. espropri (d.P.R. n. 327/2001), nonché dell'interpretazione autentica fornita dall'art. 1, comma 444, legge n. 266/2005, ossia se la limitazione territoriale (zone A-D) debba valere per tutte le ipotesi di indennità/plusvalenze derivanti da espropri o occupazioni ovvero soltanto per alcuni casi (es. infrastrutture urbane). L'Agenzia sosteneva la tassabilità anche per espropri finalizzati a opere pubbliche indipendentemente dalla zona; la ricorrente sosteneva che la ritenuta si applica solo se i fondi sono nelle zone A-D.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, cassando la sentenza della Commissione tributaria regionale e deciso nel merito in favore della ricorrente. Ha stabilito che il presupposto impositivo previsto dall'art. 35 t.u. espr. per l'assoggettabilità a tassazione delle plusvalenze/indennità di esproprio e di occupazione è la collocazione dei suoli nelle zone omogenee A, B, C e D come definite dagli strumenti urbanistici, anche quando le procedure siano finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche. Poiché nel caso di specie i terreni erano in zona H (sottozona F), la ritenuta non era dovuta e il ricorso originario della contribuente è stato accolto. Le spese dei gradi di merito sono compensate; l'Agenzia è condannata alle spese del giudizio di legittimità (liquidate in euro 200,00).

Norme richiamate

  • legge 30 dicembre 1991, n. 413, art. 11

    le disposizioni dell'art. 81 (ora art. 67) ... si applicano alle "plusvalenze conseguenti alla percezione, da parte di soggetti che non esercitano imprese commerciali, di indennità di esproprio o di somme percepite a seguito di cessioni volontarie nel corso di procedimenti espropriativi nonché di somme comunque dovute per effetto di acquisizione coattiva conseguente ad occupazioni di urgenza divenute illegittime relativamente a terreni destinati ad opere pubbliche o ad infrastrutture urbane all'interno delle zone omogenee di tipo A, B, C, D ..."

    La Corte rileva che tale disposizione ricondusse a tassazione le plusvalenze e che, letta nel suo contesto e in relazione al successivo t.u., la limitazione territoriale (zone A-D) si applicava alle ipotesi elencate.

  • D.P.R. n. 327/2001 (t.u. espr.), art. 35

    "si applica l'articolo 81, comma 1, lettera b), ultima parte ... qualora sia corrisposta ... una somma a titolo di indennità di esproprio, ovvero di corrispettivo di cessione volontaria o di risarcimento del danno per acquisizione coattiva, di un terreno ove sia stata realizzata un'opera pubblica, un intervento di edilizia residenziale pubblica o una infrastruttura urbana all'interno delle zone omogenee di tipo A, B, C e D, come definite dagli strumenti urbanistici"

    La Corte interpreta la collocazione della limitazione territoriale alla fine del periodo come riferibile a tutte le ipotesi elencate; pertanto la tassazione prevista dall'art. 35 opera solo se i terreni ricadono nelle zone A-D.

  • legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 444

    "le indennità di occupazione costituiscono reddito imponibile e concorrono alla formazione dei redditi diversi se riferite a terreni ricadenti nelle zone omogenee di tipo A, B, C e D, come definite dagli strumenti urbanistici vigenti"

    È un'interpretazione autentica che chiarisce che le indennità di occupazione sono tassabili solo se riferite a terreni ubicati nelle zone A-D, rafforzando la lettura estensiva della limitazione territoriale anche per le indennità.

  • D.M. 2 aprile 1968, n. 1444

    Definisce le zone omogenee (A, B, C, D ecc.) cui le norme fanno riferimento; la collocazione del terreno negli strumenti urbanistici secondo questa classificazione è elemento decisivo per l'assoggettabilità a tassazione.

  • T.U.I.R. (art. 81 ora art. 67) - disciplina dei redditi diversi

    Norma richiamata quale regime di tassazione delle plusvalenze e redditi diversi; l'art. 35 e l'art. 11 collegano le indennità e le plusvalenze a tale disciplina se ricorrono i presupposti territoriali.

Massime di principio

  • La limitazione territoriale (zone omogenee A, B, C, D) prevista dall'art. 35 t.u. espr. riguarda tutte le ipotesi elencate (indennità di esproprio, corrispettivi di cessione volontaria, risarcimenti, indennità di occupazione): la ritenuta fiscale opera solo se i terreni interessati ricadono nelle zone A-D come definite negli strumenti urbanistici.
  • Per verificare l'applicabilità della ritenuta/tributazione sulle plusvalenze derivanti da espropri o occupazioni è determinante l'accertamento formale della classificazione urbanistica del terreno (consultare il piano regolatore/strumenti urbanistici vigenti).
  • Le indennità di occupazione seguono la stessa regola delle somme corrisposte per espropri: se il terreno non è in zona A-D, non concorrono a formazione di redditi diversi ai fini della ritenuta secondo l'art. 35 t.u. espr. e l'interpretazione autentica del 2005.
  • Documenti di prassi dell'Agenzia delle Entrate e interpretazioni amministrative (circolari, interpelli) possono confermare l'interpretazione, ma la valutazione ultima si fonda sul corretto testo normativo e sulle interpretazioni autentiche della legge; un precedente giurisprudenziale isolato che legga diversamente può essere disatteso se incompatibile con il testo e la ratio normativa.
  • In situazioni analoghe, il contribuente che ritenga ingiustificata la ritenuta dovrebbe prima accertare e documentare la zonizzazione urbanistica del bene e, se necessario, proporre ricorso motivato chiedendo il rimborso delle ritenute indebitamente operate.

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