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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8499/2023 del 27/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Brescia che, riformando parzialmente il Tribunale di Mantova, aveva condannato SALVETTI per vari reati (ricettazione, tentativi e furti aggravati in più episodi) e lo aveva assolto da alcuni capi. La difesa ha proposto quattro motivi: 1) censura sulla utilizzabilità e sul valore probatorio delle dichiarazioni spontanee rese dall'imputato, ritenute in parte confessions e in parte sollecitate dagli organi; 2) vizio di motivazione per non avere la Corte d'appello affrontato specifiche censure investigative, logiche e motivazionali; 3) omessa motivazione e inversione dell'onere probatorio con riguardo al reato di ricettazione (capo A), sostenendo che la responsabilità sarebbe stata desunta solo dal possesso del bene; 4) omessa valorizzazione dell'esito negativo della perquisizione del 4/6/2018 rispetto al reato di cui al capo D) (furto bici), che avrebbe dovuto creare ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondati tutti i motivi: le dichiarazioni spontanee sono state ritenute utilizzabili e confermate in sede di interrogatorio di garanzia; la motivazione della Corte d'appello è stata considerata logica e congrua e non assoggettabile a sindacato di merito in Cassazione; la prova della ricettazione è stata ritenuta sufficiente in presenza del riconoscimento del bene da più persone, dell'ammissione di detenzione da parte dell'imputato e dell'assenza di una spiegazione credibile sull'origine; le evidenze fotografiche, testimoniali e della foto-trappola sono state giudicate idonee a dimostrare i furti e i tentativi contestati. La Cassazione ha imposto al ricorrente il pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende e ha disposto la correzione dell'errore materiale nel dispositivo della sentenza impugnata (assoluzione riportata sul capo C e non sul capo B).

Norme richiamate

  • d.lgs. 150/2022

    Modifica il regime di procedibilità dell'art. 624 c.3 cod. pen. rendendo tale reato procedibile a querela di parte; la Corte osserva però che la modifica non incide quando il ricorso è inammissibile e il procedimento non può essere considerato pendente.

  • art. 85, legge di conversione n.199/2022

    Per i reati perseguibili a querela della persona offesa in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato

    Stabilisce il termine di decorrenza della querela per reati commessi prima dell'entrata in vigore della riforma; comunque la Corte sottolinea che, per ricorsi inammissibili, il nuovo regime non impedisce la immediata pronuncia di inammissibilità.

  • art. 624 cod. pen., comma 3

    Norma sulla ricettazione, il cui regime di procedibilità è stato modificato dal d.lgs. 150/2022; la Corte richiama che la configurazione della ricettazione può fondarsi anche su presunzioni derivanti dalla disponibilità del bene e dalla mancata spiegazione attendibile.

  • art. 350, comma 7 cod. proc. pen.

    Riguarda le dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria: la Corte afferma che le dichiarazioni spontanee rese in assenza di difensore sono utilizzabili nel giudizio abbreviato purché emerga la loro spontaneità (non coercizione o sollecitazione) e, se confermate in interrogatorio assistito, hanno più valore.

  • art. 64 cod. proc. pen.

    Norma concernente diritti della persona sottoposta a indagini; la Corte ricorda che l'assenza degli avvisi di cui all'art. 64 non impedisce per sé l'utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee se provata la spontaneità e la successiva conferma.

  • art. 69, ultimo comma, cod. proc. pen.

    Richiama il principio che il bilanciamento favorevole all'imputato non può estendere la prevalenza delle generiche sulle aggravanti e sulla recidiva quando la legge lo vieta; ciò ha inciso nel diniego di attenuazione delle aggravanti/recidiva nel caso concreto.

  • art. 712 (richiamo in tema di incauto acquisto)

    La Corte richiama i principi secondo cui la consapevolezza della provenienza illecita può essere desunta da elementi indiretti e coordinati (qualità della cosa, circostanze), in analogia con la disciplina sull'incauto acquisto, e ciò giustifica la ricostruzione della ricettazione quando il possessore non dà spiegazioni credibili.

  • Corte cost. n. 186/2000

    Richiamata per stabilire che la causa di inammissibilità non giustifica l'esonero dal pagamento delle somme dovute (qui la Cassa delle ammende).

Massime di principio

  • In rito abbreviato le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato alla polizia giudiziaria sono utilizzabili se è dimostrabile la spontaneità (assenza di coercizione/sollecitazione) e hanno maggiore valore se confermate in sede di interrogatorio di garanzia assistito.
  • La semplice mancata sottoscrizione del verbale non prova la non spontaneità: la difesa deve dedurre elementi concreti per sostenere l'inutilizzabilità.
  • La Cassazione non è sede per rivalutare il merito e le prove quando giudici di primo e secondo grado hanno motivato in modo coerente; i rilievi che mirano a una diversa valutazione probatoria sono inammissibili.
  • Per la ricettazione è sufficiente la detenzione della refurtiva combinata con l'assenza di una spiegazione credibile sull'origine; l'elemento soggettivo può essere dedotto da indizi coordinati (qualità delle cose, comportamenti, contraddizioni).
  • Le modifiche legislative sulla procedibilità di reati (es. passaggio a querela di parte) non rivitalizzano o impediscono la declaratoria di inammissibilità del ricorso quando il procedimento non è pendente secondo la giurisprudenza consolidata.
  • Prove fotografiche, riconoscimenti in fotografia, sommarie informazioni e rilevazioni da foto-trappole possono essere elementi decisivi se ritenuti attendibili e non smentiti da controprove concrete.
  • Un ricorso per cassazione che non individua specificamente gli atti viziati e non dimostra l'incidenza del presunto vizio sul complessivo compendio indiziario è normalmente dichiarato inammissibile per genericità.

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