Cassazione Civile, Sentenza n. 19043/2023 del 05/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso è diretto avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che, riformando la decisione di primo grado, aveva condannato Sparacio al risarcimento di €32.120 per la perdita dell'auto di Ticali, rubata mentre era affidata alla ditta A.C.I. come custode giudiziario. Sparacio lamentava principalmente che in appello era stata introdotta una nuova causa petendi (responsabilità da "contatto sociale" o "contratto sociale qualificato") rispetto alla domanda formulata in primo grado (sostanzialmente fondata sulla disciplina del contratto di deposito/obbligazione di custodia), violando l'art. 345 c.p.c., e che la Corte d'appello avrebbe in tal modo mutato il regime probatorio e travalicato la funzione di qualificazione senza consentire il contraddittorio e senza i necessari accertamenti di merito. In subordine si censurava la valutazione delle prove e la ritenuta sussistenza della responsabilità, con vizio di motivazione e di applicazione delle norme sulla prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di Sparacio. Ha ritenuto che il giudice d'appello rientrasse nel suo potere di qualificazione della domanda e che, pur avendo la Corte d'appello ricondotto la responsabilità alla figura del contatto sociale qualificato/alla disciplina richiamata dall'art. 67 c.p.c. con rimandi a criteri di diligenza, tale riclassificazione non ha prodotto un 'novum' che abbia concretamente pregiudicato il diritto di difesa del ricorrente né abbia modificato in termini sostanziali l'oggetto del contendere rispetto a quanto già dibattuto in primo grado. Di conseguenza il vizio processuale prospettato è stato ritenuto privo di interesse processuale concreto e il primo motivo è stato rigettato; il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché tendeva a riesaminare il merito. La Cassazione ha compensato le spese di giudizio e ha dato atto degli adempimenti processuali relativi al contributo unificato (D.P.R. 115/2012).
Norme richiamate
riferito al custode giudiziario: obbligo di cura della cosa sotto sequestro e applicazione di criteri di diligenza (collegate operativamente alle norme sulla diligenza e all'obbligo di informazione verso il proprietario)
norma sul deposito che fissa la diligenza del depositario (diligenza del buon padre di famiglia); richiamata per confrontare il regime di responsabilità del custode
citata tra le norme richiamate a sostegno della domanda originaria fondata sul deposito; contestualizzata nella ricostruzione delle domande alternative proposte dall'attore
fonte della responsabilità aquiliana invocata come alternativa per il risarcimento del danno
richiamato fra le norme evocabili in ipotesi di responsabilità solidale e obbligazioni concorrenti fra soggetti coinvolti
richiamato in relazione a ipotesi di responsabilità per fatto di chi era affidato al custode (accenno alla solidarietà o responsabilità per fatto altrui)
norma sull'inadempimento dell'obbligazione: se la responsabilità è qualificata in termini 'contrattuali' o assimilati, il debitore deve provare che l'inadempimento è derivato da causa a lui non imputabile
criterio generale di valutazione della diligenza (diligenza del buon padre di famiglia o della specifica professionalità), richiamato per definire lo standard di comportamento del custode
regola generale sull'onere della prova (chi allega deve provare): richiamata nel quadro delle contestazioni sulla ripartizione dell'onere probatorio
norma di cassazione sui motivi di nullità/errata applicazione della legge e della motivazione, invocata come base dei motivi di ricorso
richiamato in relazione al contenuto minimo della motivazione e alla presunta carenza motivazionale denunciata
richiamato fra le norme procedurali invocate nella censura sulla valutazione delle prove e sul contraddittorio
disciplinante il divieto di introdurre in appello nuova domanda che modifichi l'oggetto del processo; la Corte ha ribadito che il giudice d'appello può qualificare la domanda ma deve verificare se sussiste un 'novum' che abbia concretamente pregiudicato la difesa: nel caso non è emerso un pregiudizio sostanziale
citato come possibile formula di rinvio in caso di cassazione con rinvio (richiamato a titolo di prevenzione nel ricorso)
richiamato nella disamina dottrinale: principio che le obbligazioni possono derivare non solo da contratto ma anche da altri fatti idonei (variae causarum figurae), collegato alla nozione di contatto sociale come fonte di obbligazione
D.P.R. 115/2012
art. 13, comma 1 quater (e comma 1 bis)
norme sul contributo unificato per l'introduzione del ricorso: la Corte dà atto delle condizioni per l'eventuale versamento supplementare dovuto dal ricorrente
Massime di principio
- Il giudice d'appello ha il potere di qualificare la domanda e la fattispecie giuridica: tale riclassificazione in sé non è automaticamente viziante se non introduce un 'novum' che abbia concretamente pregiudicato il diritto di difesa della parte chiamata in giudizio.
- L'eccezione ex art. 345 c.p.c. per introdotta novità in appello ha efficacia solo se la nuova qualificazione incide realmente sull'oggetto sostanziale della controversia, sui fatti costitutivi e sull'onere probatorio, determinando una concreta lesione dell'interesse all'impugnazione del soggetto che la solleva.
- La responsabilità del custode giudiziario può essere ricondotta, a seconda dei casi, a modelli diversi (depositario/contrattuale, responsabilità aquiliana, o a forme assimilabili al 'contatto sociale' quando vi sia una specifica affidamento su una professionalità o funzione): la qualificazione incide sul regime della prova e sugli obblighi di diligenza/informazione a carico del custode.
- Se la responsabilità è assimilata a quella contrattuale o a quella da contatto sociale, il soggetto che svolge la custodia può essere chiamato a dimostrare di avere adottato la diligenza richiesta (art. 1176/1768/1218 c.c. a seconda della qualifica); se invece è extracontrattuale, l'attore ha l'onere di provare i fatti costitutivi del danno.
- Dal punto di vista processuale, chi contesta l'ammissibilità di una nuova causa petendi in appello deve dimostrare il concreto pregiudizio subito (non è sufficiente l'asserzione astratta): senza prova di tale pregiudizio l'impugnazione per violazione dell'art. 345 c.p.c. è destinata a essere rigettata.
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