Cassazione Penale, Sentenza n. 20550/2022 del 26/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile il suo appello avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. di Termini Imerese (30/06/2021). Il ricorrente ha dedotto violazione di legge per errore nell'applicazione dell'art. 568, comma 4, c.p.p., sostenendo che sussisteva interesse concreto all'impugnazione in quanto, oltre al sequestro già concesso per l'importo di euro 8.022,14 in relazione all'art. 7 del d.lgs. n. 4/2019, andava riconosciuta anche la configurabilità del reato di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.). Tale riconoscimento avrebbe consentito, secondo il PM, di disporre ulteriori misure cautelari e, soprattutto, la confisca per equivalente di beni del responsabile per un valore corrispondente al profitto del reato (riferimento a artt. 640-bis, 640-quater e 322-ter c.p.).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il ricorrente non abbia dimostrato un interesse concreto e attuale all'impugnazione: le argomentazioni erano generiche e non attestavano un pregiudizio concreto eliminabile con l'accoglimento dell'appello. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui l'interesse ad impugnare richiede un'utilità oggettiva e la prospettazione di una situazione pratica effettivamente più vantaggiosa che derivi dall'annullamento o dalla riforma del provvedimento impugnato. Non essendo stato chiarito se il sequestro fosse stato eseguito, né quale risultato pregiudizievole concreto si volesse rimuovere, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Richiamata come norma sulla disciplina dell'interesse ad impugnare; la Corte rileva un'erronea o insufficiente argomentazione del ricorrente circa l'interesse concreto, applicando il principio che l'interesse all'impugnazione richiede utilità oggettiva.
Norma che disciplina la truffa aggravata e che, se riconosciuta, può consentire misure di sequestro cautelativo e la confisca per equivalente; il PM sosteneva che la sua configurabilità avrebbe rilevanza pratica per ottenere misure più ampie, ma la Corte non ha valutato il merito della contestazione per carenza di interesse all'impugnazione.
Richiamato a corredo delle conseguenze sanzionatorie e patrimoniali connesse alla fattispecie di cui all'art. 640-bis; la possibile applicazione è stata prospettata dal PM come motivo per ritenere l'interesse all'impugnazione.
Richiamato nella prospettazione del PM in relazione alle conseguenze sul piano delle sanzioni e della confisca; la Corte non ha proceduto a un esame di merito per carenza di interesse all'impugnazione.
art. 7, d.lgs. n. 4 del 2019
Norma cui si è fatto riferimento come base del sequestro preventivo effettivamente concesso per l'importo indicato; il Tribunale del riesame ha ritenuto che, essendo stato concesso il sequestro per quella fattispecie, mancasse interesse concreto all'appello del PM relativamente a ulteriori questioni non specificate.
Massime di principio
- L'interesse ad impugnare richiede un'utilità oggettiva e concreta: non basta invocare la correttezza giuridica o prospettare conseguenze ipotetiche.
- Chi impugna deve specificare il pregiudizio concreto che l'impugnazione mira a rimuovere e dimostrare come l'accoglimento renderebbe la sua situazione pratico-giuridica più favorevole.
- Per i ricorsi relativi a misure cautelari patrimoniali (sequestro/confisca) è essenziale chiarire se il provvedimento è stato eseguito, se l'attività cautelare ha avuto esito, e quale differenza pratica deriverebbe dal diverso inquadramento giuridico (es. confisca diretta vs confisca per equivalente).
- Non è sufficiente basare l'interesse sull'eventuale configurabilità di reati aggiuntivi o su futuri effetti giuridici: tali profili devono essere concretamente collegati al pregiudizio attuale del ricorrente.
- In predisposizione di un impugnazione del PM è opportuno allegare elementi fattuali e documentali (atto di esecuzione del sequestro, disponibilità di beni, strumenti probatori della diversa qualificazione del fatto) che dimostrino il vantaggio pratico di una decisione favorevole.
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