Cassazione Penale, Sentenza n. 20548/2022 del 26/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava il rigetto dell'istanza di dissequestro di beni immobili a lui intestati e sottoposti a sequestro preventivo. Denunciava l'assenza o l'apparenza della motivazione (art.125 c.p.p.), l'omessa valutazione dell'accertamento sulla fittizia intestazione (riferimento agli artt. 322 bis c.p.p. e 240 bis c.p.), e contestava la valutazione della sproporzione reddituale (anche per l'uso di indici ISTAT). Sosteneva che i beni erano nella sua esclusiva disponibilità, che aveva capacità reddituale autonoma per l'acquisto (mutuo e pagamenti) e che la relazione di consulenza di parte dimostrava l'insussistenza della sproporzione rilevata dagli accertamenti della Guardia di Finanza.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha ritenuto corretta l'applicazione delle norme e della giurisprudenza da parte del Tribunale: la motivazione non risultava omessa né apparente; il Tribunale aveva adeguatamente valutato gli indici di sproporzione emergenti dalle indagini patrimoniali e la sussistenza di elementi indicativi della disponibilità dei beni da parte dell'indagato/familiare. La Corte ha confermato che il sequestro preventivo può colpire beni intestati a terzi quando vi sia probabilità del collegamento con attività delittuose o pericolo di aggravamento/protrazione delle conseguenze del reato. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
articolo 125 codice di procedura penale
Richiama il principio secondo cui, in sede di legittimità, i vizi della motivazione sono sindacabili solo nei casi di omissione o apparenza; la Corte ha ritenuto che non ricorresse omissione/apparenza della motivazione nel provvedimento impugnato
articolo 322 bis codice di procedura penale
Richiamato dal ricorrente in relazione alle modalità di espletamento di consulenze e accertamenti; la Corte non ha ritenuto che ci fosse un vizio formale o sostanziale tale da annullare il giudizio del Tribunale
articolo 240 bis codice penale
Norma sulla sproporzione tra redditi e patrimonio ritenuta rilevante per l'accertamento del carattere fittizio delle intestazioni; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale circa la sproporzione emergente dalle indagini patrimoniali
Sez. 2, n. 47007 del 12/10/2016 (Domus Milano, Rv. 268172) - giurisprudenza
Precisa che, nel sequestro preventivo di beni appartenenti a terzi, il giudice deve motivare sul pericolo (periculum in mora) e sulla probabilità del collegamento dei beni con le attività delittuose, indicando elementi concreti che dimostrino la disponibilità effettiva da parte dell'indagato
Sez. 3, n. 57595 del 25/10/2018 (Cervino, Rv. 274691) - giurisprudenza
Afferma che possono essere sequestrati anche beni di terzi estranei e in buona fede se la loro libera disponibilità è idonea ad aggravare o protrarre le conseguenze del reato o ad agevolare ulteriori attività illecite; tale possibilità deve essere motivatamente esclusa o confermata in base agli elementi istruttori
Massime di principio
- Il sindacato in Cassazione sulle misure cautelari reali è limitato: si possono censurare soltanto omissioni o apparenze della motivazione; la valutazione puntuale degli elementi di fatto rimane sostanzialmente in sede di merito
- Il sequestro preventivo può colpire beni intestati a terzi se sussistono elementi che rendono probabile la disponibilità effettiva dei beni da parte dell'indagato o il pericolo di aggravamento/protrazione delle conseguenze del reato; il giudice deve motivare specificamente su tali elementi
- La dimostrazione della "sproporzione" tra redditi e patrimonio (art. 240 bis c.p.) è un elemento valutabile per inferire intestazioni fittizie; per contrastarla il terzo interessato deve fornire elementi di fatto concreti e documentali che spieghino le fonti di acquisto e la capacità reddituale
- L'uso di indici statistici (es. riferimenti ISTAT) può costituire un elemento indiziario, ma la loro applicazione richiede un collegamento motivato con la situazione concreta dell'interessato e non può essere automatica
- Per ottenere il dissequestro di beni intestati a terzi è utile produrre prove dirette della legittimità dell'acquisto (contratti, mutui, bonifici, dichiarazioni dei redditi coerenti) e dimostrare l'assenza di rapporti che consentano all'indagato la disponibilità effettiva dei beni
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