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Cassazione Penale, Ordinanza n. 38367/2025 del 26/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso perché riproponeva censure già esaminate e disattese dalla Corte d'appello con motivazione ritenuta completa e non illogica. Di conseguenza ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Ha dedotto, da un lato, vizio di motivazione sulla ritenuta riferibilità della droga alla sua persona, sostenendo che non si potesse escludere che la sostanza fosse nella disponibilità di altri frequentatori del luogo, insieme ai sacchetti e alla macchina sottovuoto rinvenuti; dall'altro, vizio di motivazione sul diniego della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., perché la non occasionalità dello spaccio era stata desunta dalla presenza di materiale per il confezionamento e dalla suddivisione in dosi della sostanza, nonostante le doglianze precedenti.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    È la fattispecie incriminatrice oggetto della condanna impugnata, relativa alla detenzione/spaccio di lieve entità di sostanze stupefacenti.

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte d'appello ha escluso la particolare tenuità del fatto ritenendo la condotta non occasionale, valorizzando materiale di confezionamento, suddivisione in dosi e ulteriori indici di spaccio.

  • art. 616 c.p.p.

    È la base della condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si limita a reiterare censure di merito già compiutamente disattese dal giudice di appello con motivazione non manifestamente illogica.
  • Ai fini della valutazione della responsabilità per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, il giudice può valorizzare plurimi indici fattuali convergenti, come la suddivisione della sostanza in dosi, la presenza di strumenti per il confezionamento, le modalità di condotta al momento del controllo e i contatti con soggetti gravitanti nell'ambiente dello spaccio.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa quando gli elementi concreti del caso denotino una condotta non occasionale e una struttura organizzativa minima dell'attività di spaccio, desumibile anche da materiali di confezionamento e frazionamento della droga.
  • In sede di legittimità non basta opporre una diversa lettura astratta dei fatti se la motivazione della sentenza impugnata è completa, coerente e non illogica.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniRiti alternativi
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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