Cassazione Penale, Sentenza n. 4923/2025 del 06/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore impugnava la sentenza del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Palmi nella parte in cui era stato disposto il dissequestro e la restituzione della somma di denaro sottoposta a sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ritenendo tale disposizione contraria all'interesse alla conservazione del profitto/mezzo di reato.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: nel corso del giudizio il Giudice dell'udienza preliminare, con ordinanza del 26/06/2024 ex art. 130 c.p.p., ha modificato la statuizione disponendo la confisca del denaro in sequestro. Poiché la disposizione impugnata (dissequestro e restituzione) è venuta meno, il Procuratore ha perso l'interesse a proseguire nell'impugnazione. La sentenza impugnata rimane priva dell'effetto censurato e il ricorso è stato dunque respinto per inammissibilità il 24/10/2024. Si segnala inoltre che nella sentenza di merito era stata applicata a Fiorenzo una pena detentiva sostituita con lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'art. 444 c.p.p.
Norme richiamate
Norma richiamata in relazione alla procedura con cui il Tribunale ha applicato la pena a Fiorenzo (sentenza di applicazione della pena). Dal testo si evince l'uso di questo istituto per l'accordo sulla pena.
Nel caso ha consentito al Giudice dell'udienza preliminare di modificare la statuizione relativa ai beni in sequestro, disponendo la confisca del denaro; in tal modo la disposizione originariamente impugnata è venuta meno.
Riferimento alla partecipazione o concorso di persone nel reato indicato nell'imputazione; il testo della sentenza non fornisce una specifica interpretazione applicativa oltre all'indicazione dell'articolo come parte dell'imputazione.
Norma sostanziale richiamata nell'imputazione (reato contestato). Dal testo non emerge una interpretazione giurisprudenziale specifica della norma, solo la menzione dell'imputazione.
Massime di principio
- Se, durante il corso del giudizio d'impugnazione, la statuizione impugnata viene modificata in modo da eliminare l'oggetto della contestazione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- Un provvedimento di dissequestro impugnato può diventare privo di rilievo qualora il giudice disponga successivamente la confisca del medesimo bene; l'interesse dell'impugnante si estingue se il risultato richiesto viene raggiunto da un atto sopravvenuto.
- Chi propone impugnazione deve monitorare lo stato processuale e gli eventuali provvedimenti successivi che possono estinguere l'interesse; in presenza di sopravvenienze è possibile valutare altre azioni rimediali nei termini e modi previsti dalla legge.
- L'ammissibilità del ricorso non dipende solo dalla fondatezza delle doglianze, ma anche dalla persistenza dell'interesse concreto e attuale a ottenere la pronuncia richiesta.
- Se la modifica sopravvenuta non elimina totalmente l'oggetto dell'impugnazione, l'appello può restare parzialmente ammissibile; occorre valutare caso per caso la portata dell'atto sopravvenuto.
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