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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4811/2025 del 06/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Vizzarri ha impugnato la condanna per omicidio colposo (art. 589 c.p.) denunciando vizi di motivazione e travisamento della prova: sostiene che la Corte territoriale ha erroneamente attribuito a lui lo spostamento dalla postazione (il ruolo di canettiere sarebbe appartenuto alla vittima), ha omesso di valutare criticità nelle modalità di sequestro di armi e munizioni (ritardo nella consegna, possibile scambio di armi), e non ha disposto adeguate indagini balistiche ricostruttive sulle traiettorie e sul fenomeno del doppio rimbalzo. Ha altresì dedotto manifesta illogicità nella esclusione del caso fortuito, posto che il proiettile avrebbe subito due rimbalzi imprevedibili che avrebbero deviato la traiettoria originaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte. Ha escluso la fondatezza del motivo relativo all'attribuzione dell'evento all'imputato nella sua essenza (la compatibilità balistica del proiettile con le cartucce sequestrate al Vizzarri, la successione temporale tra lo sparo e le urla e altri elementi indiziari rendevano plausibile l'attribuzione), ma ha rilevato insufficienze circa la motivazione sull'elemento soggettivo e, in particolare, sull'esclusione del caso fortuito: la Corte territoriale non ha adeguatamente dimostrato con supporto tecnico-scientifico che il rischio attivato dallo sparo "senza visuale" poteva ragionevolmente comprendere la concreta catena di eventi costituita da un doppio rimbalzo che deviava il proiettile fino a colpire la vittima. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Salerno, demandando a quel giudice anche la regolamentazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma applicata per la qualificazione del fatto come omicidio colposo: la decisione di merito aveva ritenuto sussistente la colpa per imprudenza/negligenza e violazione degli obblighi di cautela nella caccia.

  • art. 45 cod. pen.

    Richiamata con riferimento al caso fortuito: la Corte ricorda che il caso fortuito esclude la responsabilità quando manca la colpa ed il nesso tra condotta e evento; se invece l'evento è causalmente collegabile a una condotta colposa, l'art. 45 non opera.

Massime di principio

  • In incidenti venatori la compatibilità balistica tra proiettile e arma sequestrata e la immediata concomitanza temporale tra lo sparo e l'evento sono elementi indiziari importanti per l'attribuzione, ma non sono da soli sufficienti quando siano rilevanti aspetti tecnici controversi (es. rimbalzi, traiettorie).
  • La qualificazione del comportamento come colposo richiede non solo la prova dell'origine del colpo dall'arma dell'imputato, ma anche la valutazione se la condotta (sparare senza visuale o abbandonare la postazione) abbia attivato un rischio idoneo a produrre l'evento specifico; se la connessione causal-prevedibilità è incerta, può rendersi necessaria consulenza tecnico-scientifica più approfondita.
  • Il caso fortuito è escluso quando l'evento è causalmente collegabile a una condotta colposa; tuttavia, se l'evento presenta caratteristiche altamente imprevedibili (es. deviazioni multiple della traiettoria) occorre che il giudice spieghi, con supporto tecnico, perché tali eventi rientrino nella prevedibilità del rischio creato dall'agente.
  • Nel rito abbreviato l'istruttoria è ammessa in forma ridotta, ma l'omessa integrazione non è sindacabile solo a patto che la motivazione della sentenza non presenti lacune, contraddizioni o manifesti vuoti su punti decisivi; se tali lacune esistono, la decisione può essere annullata per mancata adeguata valutazione probatoria.
  • La difesa che denuncia travisamento della prova deve indicare la decisività del travisamento nell'economia della motivazione: non basta proporre una diversa ricostruzione possibile, va dimostrato che l'errore ha inciso in modo determinante sul convincimento del giudice.

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