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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39759/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per reati ambientali: articoli 452-quaterdecies e 452-bis c.p. (traffico illecito di rifiuti e inquinamento). Le censure principali riguardano: a) la mancata qualificazione degli addebiti come reato previsto dal dlgs n.152/2006 (art.256) anziché 452-quaterdecies (contestazione della "attività organizzata"); b) l'assenza del requisito dell'abitualità; c) la mancata prova del dolo specifico o della partecipazione consapevole (eccezione di mera connivenza); d) contestazione del requisito di "misurabilità" del danno/inquinamento e della rilevanza se il sito fosse già compromesso; e) rilievi sulla subordinazione della sospensione condizionale della pena alla bonifica; f) questioni di motivazione circa l'esclusione/riconoscimento delle attenuanti e la ritenuta recidiva; g) profili di disponibilità dei terreni (trust) e prova di attività concreta (es. uso di escavatore, occultamento rifiuti, intercettazioni, ruolo societario).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato infondati tutti i ricorsi e li ha rigettati. Ha confermato la qualificazione dei reati come 452-quaterdecies (attività organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti) e 452-bis (inquinamento), ritenendo corretta la motivazione della Corte d'appello. Principali punti decisionali: - "Attività organizzata": riconosciuta anche quando l'attività illecita si avvale di mezzi e strutture di impresa (uso degli automezzi societari). - "Abitualità": può risultare dalla sistematica ripetitività dell'attività complessiva; in caso di concorso è sufficiente che l'abitualità si verifichi in capo anche a uno solo dei partecipanti purché gli altri abbiano il dolo di concorso. - "Dolo specifico e concorso": è imputabile anche chi non agisce personalmente con la finalità specifica se era consapevole che altri operavano con quel fine (art.110 c.p.). - "Misurabilità" del danno (art.452-bis): va intesa come possibilità astratta di quantificare la compromissione ambientale; l'esistenza di pregresse compromissioni non esclude la configurabilità del reato quando si verifichi un ulteriore deterioramento. - Sospensione condizionale subordinata alla bonifica: è una facoltà discrezionale e può essere subordinata alla bonifica se motivata da un giudizio prognostico sul comportamento futuro del condannato; nel caso concreto la Corte d'appello ha adeguatamente motivato la subordinazione. - Recidiva e attenuanti: la esclusione delle attenuanti generiche e il riconoscimento della recidiva sono stati ritenuti congruamente motivati alla luce dei precedenti e del ruolo decisionale dell'imputato. Conseguenza pratica: le condanne e le determinazioni della Corte d'appello sono mantenute; la rideterminazione favorevole già concessa in parte a Villella dalla Corte d'appello resta impregiudicata.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies cod. pen.

    Reato di attività organizzata finalizzata al traffico illecito di rifiuti: la Corte ha interpretato 'attività organizzata' anche come sfruttamento di mezzi e struttura imprenditoriale (es. automezzi societari) e ha ritenuto integrato il requisito dell'abitualità quando l'attività è sistematicamente ripetuta nel tempo

  • art. 452-bis cod. pen.

    Reato di inquinamento ambientale: il requisito della "misurabilità" è inteso come possibilità astratta di quantificazione della compromissione/deterioramento; un sito già pregiudicato può comunque subire ulteriori deterioramenti rilevanti penalmente

  • art. 256 dlgs n. 152/2006

    Norma richiamata dai ricorrenti come alternativa; la Corte ha ribadito il criterio differenziale con l'art. 452-quaterdecies: quest'ultimo richiede organizzazione e abitualità, mentre il regime del dlgs n.152 concerne altre fattispecie amministrative/penali ambientali

  • art. 260 dlgs n. 152/2006

    Richiamato in dottrina e giurisprudenza come antecedente normativo in continuità rispetto alle attuali fattispecie; conferma l'elemento dell'abitualità per i reati di gestione illecita di rifiuti

  • art. 165 cod. pen.

    Principio generale sulla sospensione condizionale della pena: prevede la possibilità di subordinare la sospensione a conseguenze riparative o precauzionali; la Corte ha usato questo principio per legittimare la subordinazione della sospensione alla bonifica, purché motivata

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina del concorso di persone nel reato: applicata per affermare che la responsabilità per un reato a dolo specifico può ricadere su chi concorre consapevole dell'azione di altri, anche se il suo apporto personale non è animato dallo stesso fine specifico

  • art. 112 cod. pen., nn. 1 e 2

    Riferimento alle circostanze (aggravanti/attenuanti) contestate: la Corte ha valutato e motivato il riconoscimento o la esclusione delle attenuanti sulla base dei precedenti e del ruolo ricoperto dall'imputato

Massime di principio

  • La qualificazione di "attività organizzata" per il traffico illecito di rifiuti può derivare dall'impiego di mezzi e strutture imprenditoriali: chi opera con risorse aziendali può essere ritenuto parte di un'organizzazione criminale anche se non è l'unico esecutore materiale
  • Il reato di traffico illecito di rifiuti richiede abitualità a livello di attività complessiva; in concorso è sufficiente che almeno un partecipante svolga abitualmente l'attività se gli altri concorrono consapevolmente
  • Il requisito della "misurabilità" dell'inquinamento non richiede che il sito sia in precedenza incontaminato né una procedura numerica formale: basta la possibilità di accertare in termini quantitativi o significativi un peggioramento o compromissione
  • La disponibilità materiale del terreno prevale su assetti formali di segregazione (es. trust) quando il titolare esercita controllo e consente il deposito: il trust non necessariamente esclude responsabilità penale se il soggetto mantiene la disponibilità fattuale
  • La sospensione condizionale della pena può essere subordinata alla bonifica ambientale, ma la scelta è discrezionale e richiede motivazione basata su un giudizio prognostico serio circa la probabilità di recidiva
  • La mera 'connivenza' non esclude responsabilità quando vi sia partecipazione attiva (es. occultamento, uso di mezzi, funzione fiduciaria); l'attività concreta e il ruolo decisionale aggravano la posizione dell'imputato
  • Nel concorso per reati a dolo specifico, la responsabilità può estendersi a chi non persegue direttamente il fine specifico se era consapevole che altri operavano per conseguire un ingiusto profitto (interpretazione di art.110 c.p.)

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