Cassazione Penale, Sentenza n. 45542/2022 del 01/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la conferma della condanna (pena: 2 mesi e 20 giorni di reclusione) per il reato previsto dall'art. 10‑bis d.lgs. n. 74/2000 relativo all'anno d'imposta 2014, contestato in qualità di legale rappresentante della Sanatrix Nuovo Elaion. Il ricorso denunciava la sottrazione dal fascicolo del pubblico ministero, prima della decisione nel giudizio abbreviato, di una consulenza tecnica di parte (dottori Cianniello e Reginelli) e della memoria illustrativa, con la conseguente impossibilità per il Tribunale di valutare una prova contraria decisiva (richiamata anche ai fini della scriminante per forza maggiore e dell'esimente ex art. 54 c.p.), e la manifesta illogicità e contraddittorietà della motivazione della Corte d'appello che avrebbe confuso dette consulenze con altra consulenza (Baratta) e non avrebbe risposto adeguatamente ai motivi di appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha qualificato come nullità la mancata sottoposizione al giudice della consulenza tecnica di parte che risultava decisiva e la cui assenza ha leso il diritto di difesa nel giudizio abbreviato. Pur precisando che la nullità incide sulla sentenza (e non sull'ordinanza di ammissione al rito abbreviato), la Corte ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello competente, ordinando che la consulenza difensiva sia acquisita e valutata; ha inoltre censurato la motivazione della Corte territoriale per travisamento della prova e per omessa valutazione delle argomentazioni sulla scriminante dell'art. 54 c.p.
Norme richiamate
Norma sostanziale del reato contestato (dichiarazione infedele/omessa); utilizzata per definire il fatto oggetto del procedimento.
Principio del giudizio abbreviato come decisione "allo stato degli atti": il giudice deve utilizzare tutti gli atti legittimamente acquisiti al fascicolo del pubblico ministero; la mancata valutazione di una prova contraria legittimamente prodotta può determinare nullità della sentenza.
art. 438 e ss. c.p.p. (rito abbreviato)
Regole del rito abbreviato richiamate per valutare la correttezza procedurale della decisione e l'obbligo di decidere sulla base degli atti acquisiti.
art. 546, comma 1, lett. e) c.p.p.
Omessa motivazione sulla prova contraria: la sentenza deve confrontarsi con la prova decisiva proposta dalla difesa; la mancata valutazione giustifica censura per vizi di motivazione.
Elementi delle indagini difensive equiparati a quelli del pubblico ministero: il giudice che li acquisisce è obbligato a valutarli unitamente alle altre risultanze e a motivare l'eventuale disattendimento.
Esimente invocata (stato di necessità/forza maggiore): la Corte ha ritenuto che l'appello avesse prospettato circostanze rilevanti ai fini dell'esimente e che mancasse la valutazione concreta di tali elementi.
Norma richiamata in relazione alla scriminante collegata alla forza maggiore; la consulenza sottratta riguardava specificamente questa materia e doveva essere valutata.
art. 111 Cost.
Principio del giusto processo: la mancata possibilità per il giudice di esaminare le prove addotte dalla difesa è lesiva del diritto al giusto processo.
Norma sui motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizi di motivazione): fondamento procedurale del ricorso.
Richiamata per spiegare che la nullità rilevata non comporta necessariamente la trasmissione degli atti al giudice di primo grado, ma impone alla Corte d'appello di acquisire e valutare la prova difensiva in sede di rinvio.
Massime di principio
- Nel giudizio abbreviato il giudice deve decidere sulla base di tutti gli atti legittimamente acquisiti al fascicolo del pubblico ministero: la sottrazione materiale di una consulenza tecnica di parte, se decisiva, costituisce nullità della sentenza per violazione del diritto di difesa.
- Se la difesa eccepisce che una prova contraria non è stata sottoposta al giudice di primo grado, la Corte d'appello, se investita del gravame, ha l'obbligo non solo di acquisire tale prova ma di valutarla e di motivare esplicitamente l'eventuale disattendimento.
- La mera richiamata o confusa valutazione di atti diversi (es. altro perito) non può supplire all'omessa considerazione di una consulenza specifica prodotta dalla difesa: la Corte che confonde o travisa le prove incorre in vizio di motivazione e travisamento della prova.
- La nullità derivante dalla sottrazione di prove incide sulla sentenza di condanna ma non necessariamente sull'ordinanza di ammissione al rito abbreviato, la quale può rimanere valida se atto dovuto; tuttavia va comunque garantita la valutazione della prova mancante in sede di impugnazione.
- Quando la difesa solleva scriminanti (es. stato di necessità, forza maggiore) e produce consulenze tese a dimostrarle, il giudice deve affrontare concretamente tali argomenti e motivare in fatto e in diritto l'eventuale rigetto; la mera formula giuridica senza analisi probatoria è vulnerabile in cassazione.
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