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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19130/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza in cassazione deducendo violazione di legge sulla ritenuta responsabilità: sosteneva che il reato presupposto del riciclaggio dovesse essere identificato con l'art. 2 del d.l.vo n. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o documenti per operazioni inesistenti) e che, per il principio del favor rei e per l'esenzione prevista dall'art. 5-quinquies lett. a) del d.l. n. 167/1990 (caso di volontaria collaborazione al rientro in Italia di somme dall'estero), la sua condotta non poteva integrare il reato di riciclaggio, con conseguente assoluzione e revoca della confisca di euro 495.000.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che, per motivi di merito non sindacabili in questa sede, tra i reati presupposto del riciclaggio era incluso anche l'art. 8 del d.l.vo n. 74/2000, reato non previsto fra quelli beneficiati dalla norma richiamata dal ricorrente; di conseguenza l'integrazione del reato di riciclaggio è stata mantenuta e la confisca disposta ai sensi dell'art. 648‑quater cod. pen. è stata confermata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.l.vo n. 74 del 2000, art. 2

    Indicata dal ricorrente come possibile reato presupposto (dichiarazione fraudolenta con uso di fatture o documenti per operazioni inesistenti); l'appellante sosteneva che, se il reato presupposto fosse stato solo questo, si sarebbe dovuta applicare un'interpretazione favorevole all'imputato.

  • d.l.vo n. 74 del 2000, art. 8

    Ritenuto dalla Corte come uno dei reati presupposto effettivamente sussistenti; essendo tale reato non compreso nella norma di esenzione evocata dal ricorrente, la sua presenza impedisce che la condotta sia esclusa dall'integrazione del reato di riciclaggio.

  • d.l. n. 167 del 1990, art. 5‑quinquies lett. a)

    Richiamato dal ricorrente come norma che escluderebbe la rilevanza penale in caso di 'volontaria collaborazione al rientro in Italia di somme dall'estero'; la Corte ha ritenuto detta norma inapplicabile al caso concreto perché tra i reati presupposto risultava anche un delitto non ricompreso nell'ambito di tale esenzione.

  • codice penale, art. 648‑quater

    Norma relativa al riciclaggio cui la Corte ha fatto riferimento per confermare la condanna e la confisca della somma oggetto del reato.

  • principio del favor rei

    Richiamato dal ricorrente come criterio ermeneutico che dovrebbe favorire l'imputato in caso di dubbio; la Corte di legittimità ha però precisato che tale principio non può prevalere quando, sul punto, sussistono valutazioni di merito non sindacabili in cassazione e quando è accertata la presenza di reati presupposto non esclusi dalla norma invocata.

Massime di principio

  • In sede di cassazione le valutazioni di merito sulla sussistenza dei reati presupposto sono difficilmente sindacabili: se la Corte di merito ha accertato fatti che configurano reati non rientranti nelle esenzioni invocate, la Cassazione tende a rigettare i ricorsi che si fondano su diverse qualificazioni degli stessi fatti.
  • La mera indicazione di una norma di esenzione (es. disposizioni relative alla collaborazione per il rientro di somme) non è sufficiente a escludere la responsabilità per riciclaggio se tra i reati presupposto ve ne sono altri non coperti dall'esenzione.
  • Il principio del 'favor rei' opera solo in presenza di un dubbio applicabile in sede di interpretazione della legge; non può elidere accertamenti di fatto e valutazioni probatorie solidamente motivate dalla Corte di merito.
  • La condanna per riciclaggio comporta, in presenza dei presupposti, la confisca prevista dall'art. 648‑quater c.p.; la revoca della confisca richiede la rimozione delle condizioni che legittimano la misura (es. assenza del reato di riciclaggio o applicabilità effettiva dell'esenzione).
  • Chi propone impugnazione con argomenti esclusivamente di merito rischia la dichiarazione di infondatezza del ricorso e la condanna alle spese processuali; per ottenere accoglimento è utile impugnare profili di diritto manifesto o vizii procedurali rilevabili in cassazione.

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