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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40301/2022 del 25/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello che lo ha ritenuto penalmente responsabile per fatti collegati alla falsa rappresentazione di bilancio e al conseguente dissesto della società fallita. I difensori hanno articolato tre motivi: (1) censura per aver qualificato come "falsa rappresentazione" l'iscrizione in attivo di due impianti fotovoltaici in leasing, trattandosi in realtà di un'errata indicazione non idonea a determinare il dissesto; (2) sostiene che gli impianti erano fonte di reddito (vendita energia e contributi GSE) e quindi l'attivo poteva compensare il debito verso le società di leasing, anziché costituire una rappresentazione falsa; (3) denuncia vizio di motivazione per presunta incongruenza tra il credito derivante dagli impianti e il costo di realizzazione degli stessi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che le censure del ricorrente si riducessero a valutazioni alternative dei fatti e delle prove, estranee al sindacato di legittimità, e che la Corte d'appello avesse fornito argomentazioni complete e coerenti sul fatto che l'iscrizione in bilancio degli impianti in leasing costituiva una rappresentazione idonea a ingenerare affidamento nei finanziatori e ad aggravare il dissesto della società. È stata inoltre richiamata la corretta integrazione motivazionale tra primo e secondo grado. Conseguentemente la Corte ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 216 legge fallimentare

    Norma invocata in relazione alla condotta che integra falsa rappresentazione o comportamenti rilevanti ai fini del fallimento; usata per contestare l'iscrizione degli impianti come posta attiva che avrebbe ingenerato affidamento nei creditori

  • art. 219 legge fallimentare

    Richiamata insieme ad altre disposizioni della legge fallimentare in relazione alla responsabilità penale per fatti connessi al dissesto e alle modalità di rappresentazione della situazione patrimoniale

  • art. 223 legge fallimentare

    Impiego della norma concernente ipotesi di rilevanza penale nella gestione o rappresentazione del patrimonio sociale, evocata nel quadro delle contestazioni per frode o falsa rappresentazione

  • art. 2621 cod. civ.

    Richiamato in relazione alla falsa dichiarazione o rappresentazione contabile delle poste di bilancio; la censura difensiva mirava a contestare l'interpretazione della Corte sull'iscrizione degli impianti

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. b)

    Norma procedurale usata per qualificare i motivi di cassazione (inosservanza di norme di diritto) con cui sono state dedotte violazioni in tema di disciplina fallimentare e contabile

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e)

    Invocata per il motivo relativo al vizio di motivazione; la Corte precisa però l'onere del ricorrente di indicare elementi fattuali concreti incompatibili con la motivazione impugnata

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma cui la Corte fa riferimento per le conseguenze processuali dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e al versamento alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non ritiene riesaminabili in sede di legittimità valutazioni probatorie e ricostruzioni fattuali che siano logiche e coerenti: critiche che si limitano a prospettare una lettura alternativa dei fatti sono inammissibili
  • L'iscrizione in bilancio di beni in leasing come se fossero di proprietà può integrare una falsa rappresentazione quando idonea a creare affidamento nei finanziatori e ad aggravare il dissesto della società
  • Quando primo e secondo grado concordano nelle argomentazioni e la Corte d'appello integra e conferma la motivazione del primo giudice, si forma un unico corpo argomentativo difficile da scalfire in Cassazione
  • Per far valere un vizio di motivazione in Cassazione il ricorrente deve indicare in modo concreto l'elemento fattuale o probatorio incompatibile con la ricostruzione impugnata e spiegare perché ne compromette la tenuta logico-giuridica; affermazioni generiche non sono sufficienti
  • La declaratoria di inammissibilità comporta frequentemente sanzioni economiche, inclusa la condanna al versamento alla Cassa delle Ammende

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