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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40178/2022 del 25/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza della Corte d'appello che aveva respinto la loro istanza di revoca o sospensione dell'ingiunzione a demolire. Contestano che parte della costruzione (circa 60 mq) fosse stata dichiarata estinta per prescrizione e non dovesse essere compresa nell'ingiunzione; rilevano la presentazione di una domanda di condono (legge n. 724/1994) ancora pendente e deducono che l'iter di acquisizione dell'immobile all'Ente Parco non si sarebbe perfezionato o riguarderebbe solo 119 mq non coincidenti con l'immobile oggetto di demolizione. Si richiamano anche a consulenze tecniche (Procura Generale e consulenza di parte) che, secondo loro, dimostrerebbero l'abbattimento di parti non previste dalla sentenza di condanna. Denunciano, in sintesi, vizio di motivazione e travisamento della prova.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che, dopo l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva al patrimonio pubblico (Ente Parco Nazionale del Vesuvio, con determina dirigenziale n. 277 del 25/06/2018), i ricorrenti hanno perduto l'interesse alla revoca o alla sospensione dell'ordine di demolizione e, comunque, i motivi risultano generici e manifestamente infondati ai sensi dell'art. 606, comma 3, c.p.p. La Corte ha osservato che non sussiste contrasto tra acquisizione al patrimonio pubblico e ordine di demolizione, salvo che un atto deliberativo del Comune dichiari prevalenti interessi pubblici al mantenimento delle opere. Ha inoltre confermato che la demolizione riguarda solo la parte abusiva, ha sottolineato l'impossibilità di sanatoria in quanto le opere ricadono nel perimetro del Parco Nazionale e nella zona rossa di evacuazione e che i lavori continuarono oltre il termine massimo di condonabilità. Per ciascun ricorrente è stata disposta la condanna al pagamento di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende e alle spese del procedimento, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione ai motivi di ricorso (violazione di legge). Nel testo della sentenza è indicato come norma evocata dai ricorrenti ma non accolta nella loro prospettazione.

  • ad art. 173, comma 1, disp. att., cod. proc. pen.

    Richiama il limite alla motivazione dei ricorsi (il ricorso è stato proposto nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto da questa norma).

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Utilizzato dalla Corte per qualificare i motivi come generici e manifestamente infondati, giustificando l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e dell'importo dovuto alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità.

Massime di principio

  • Se l'opera abusiva è stata acquisita gratuitamente al patrimonio di una Pubblica amministrazione, il precedente proprietario perde, in generale, l'interesse a chiedere la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione, perché non otterrebbe una situazione pratica più vantaggiosa.
  • L'acquisizione al patrimonio pubblico non è di per sé incompatibile con l'ordine di demolizione; solo un atto deliberativo che dichiari prevalenti interessi pubblici al mantenimento dell'opera può impedire l'esecuzione della demolizione.
  • Un ricorso che non specifichi in fatto e in diritto le ragioni per cui l'acquisizione non si sarebbe perfezionata o per cui la demolizione eccederebbe il disposto di condanna può essere considerato generico e quindi inammissibile ex art. 606, comma 3, c.p.p.
  • La possibilità di condono o sanatoria può essere esclusa da vincoli assoluti (es. aree di parco nazionale, zone a rischio/evacuazione) o dalla prosecuzione dei lavori oltre i termini di condonabilità: tali vincoli sono argomenti decisivi in sede esecutiva.
  • Nei ricorsi contro ordini di demolizione è essenziale dimostrare un interesse concreto e attuale all'impugnazione e fornire elementi specifici che mettano in luce errori di fatto o di diritto della decisione impugnata; mere affermazioni generiche o il richiamo a atti non meglio precisati sono insufficienti.

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