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Cassazione Penale, Ordinanza n. 25885/2026 del 10/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La persona condannata in appello per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Catania che, in riforma della decisione di primo grado, lo aveva ritenuto responsabile del reato. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che il rigetto fosse fondato sul solo dato ponderale. Con il secondo motivo ha censurato il mancato riconoscimento della continuazione con altri reati separatamente giudicati, assumendo l'esistenza di un medesimo disegno criminoso. Con il terzo motivo ha lamentato la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione al diniego delle attenuanti generiche, ritenendo apodittico il richiamo alla sua pessima biografia penale e all'assenza di elementi positivi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta e sufficientemente motivata la Corte di appello nel negare la particolare tenuità del fatto, valorizzando le modalità della condotta, il dato ponderale non trascurabile e le conseguenze per la salute pubblica, nonché nel negare la continuazione per mancanza di elementi idonei a dimostrare un'unica programmazione criminosa, anche alla luce della distanza temporale e spaziale tra i fatti. Ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche, fondato sulla pessima biografia penale e sulla mancanza di elementi favorevoli. All'inammissibilità è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Indica la fattispecie di detenzione/cessione di stupefacenti di lieve entità per la quale l'imputato era stato ritenuto responsabile in appello.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto va valutata alla luce delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; il giudice può fondare il diniego sugli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza dover confutare tutti quelli dedotti dalle parti.

  • art. 133, primo comma, c.p.

    È il parametro di riferimento per apprezzare la tenuità dell'offesa, valorizzando modalità della condotta, grado di colpevolezza, danno o pericolo.

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    La continuazione richiede l'unicità del disegno criminoso; non basta la mera omogeneità delle condotte o una generica inclinazione a delinquere.

Massime di principio

  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è legittimo se il giudice di merito individua e valorizza gli elementi ritenuti decisivi, come le modalità della condotta e la consistenza del dato offensivo, senza necessità di esaminare analiticamente ogni elemento prospettato dalle parti.
  • La valutazione sulla particolare tenuità dell'offesa è espressione di discrezionalità del giudice di merito ed è censurabile in cassazione solo se sorretta da motivazione mancante, apparente, arbitraria o manifestamente illogica.
  • Ai fini dell'art. 81, comma 2, c.p., l'unicità del disegno criminoso non può essere desunta dalla sola omogeneità dei reati o da una generica propensione a commettere illeciti; occorre un previo progetto unitario riferibile a più condotte già programmate.
  • L'accertamento della continuazione è questione di fatto rimessa al giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretto da motivazione congrua e priva di vizi logici o travisamenti di fatto.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è sufficiente se motivato mediante il richiamo a elementi ritenuti decisivi, come i precedenti o la negativa personalità desumibile dagli atti, potendo gli altri elementi essere implicitamente disattesi.

Come è indicizzato

MaterieCaporalato
RamiReati in materia di lavoro
IstitutiParticolare tenuità del fattoContinuazione

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